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LA MIA COMPUTER ART Novembre 1984
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A settembre ho cominciato a sperimentare con l'elaboratore. L'impatto con la macchina è stato violentissimo, impressionante; per tante notti di seguito ho continuato a sognare colori, colori, colori. Ora a distanza di due mesi, comincio a pensare che l'arte con il calcolatore sia veramente una straordinaria avventura del pensiero e dell'espressione. Mi sembra che sia come un volo solitario attraverso il "tutto", alla ricerca dei limiti tra realtà e fantasia. Mi sembra possa esaudire il desiderio di dare forma a quel qualcosa che intuiamo, ma che non conosciamo ancora. Nasce, però, la necessità di sapere se è possibile catturare l'impalpabile e farne Arte. ... Credo che il computer possa permettere un nuovo "umanesimo" perché ha bisogno di nuovi filosofi, di nuove fantasiose strategie di ricerca che ci portano alla scoperta di nuovi mondi, dove forse sarà impossibile distinguere l'immaginario dal reale, la forma riflessa dal suo oggetto. Arte con l'elaboratore La proiezione di immagini da elaboratore elettronico, fatta da Ida Gerosa presso il Centro Di Sarro, è stato un incontro culturale che ha trasceso le abituali presentazioni di lavoro artistico. Ci si è trovati di fronte ad una nuova estetica e, ad una nuova tecnica di sviluppo dell'immagine. ... Mario Penelope L'Umanità, 1 novembre 1985 Creazione Se le tecniche di codifica digitale possono tradurre l'arte esistente in informazioni senza tempo, un'ovvia domanda può nascere: può il computer consentire agli artisti di creare la loro arte direttamente in forma digitale? Tali artisti affronterebbero un nuovo tipo di pennelli e di colori. Essi troverebbero le loro possibilità espanse, ed ancora più sentirebbero sfidata la loro creatività. Ida Gerosa è uno di questi artisti. Quando non sta dipingendo, creando mosaici e affreschi murali o esplorando altre forme d'arte, Gerosa può essere trovata alla tastiera del Sistema per l'elaborazione di immagini IBM 7350 presso il Centro Scientifico di Roma. Ella affianca i ricercatori del Centro per sperimentare i computer come uno strumento per l'arte e porta con sé l'esperienza e la creatività di un'artista. ... Un innovatore, Ida Gerosa crea sia arte che aspettative: mentre lei ed altri artisti si sviluppano nella ricerca per trovare nel computer un valido strumento d'arte, la tecnologia si svilupperà con loro. Information Processing, winter 1986 (traduzione del testo inglese) maggio 1986 ... Dal lavoro con l'elaboratore mi è nata la sensazione che le pareti dello spazio pittorico stiano letteralmente esplodendo, per la non contemporaneità degli eventi, per la fine dell'esistenza di un rapporto diretto e sensibile con le cose, con la materia e le energie in essa contenute; e per il sorgere di un rapporto indiretto che rifonda la conoscenza e l'approccio dell'uomo con il mondo. Nasce perciò l'urgenza di raggiungere un'armonia con la realtà, per compiere un lavoro di demistificazione e nel contempo di far conoscere a fondo la mitologia della nostra epoca, quanto di positivo e quanto di negativo è in essa contenuto; far conoscere questa realtà che ci appare più complessa ed infinitamente più fluida perché la materia ci viene data come pura emanazione di energia. Computer art. Quale futuro? In occasione dell'installazione creata per l'Unione Industriali al Palazzo dei Congressi all'EUR è stata registrata la conversazione tra Ida Gerosa e Corrado Maltese, ordinario dell'Università La Sapienza di Roma. I.G. Sono passati anni dalla costruzione della prima immagine elettronica digitalizzata. Le potenzialità sono aumentate dando un'enorme libertà di creazione. Lei che cosa pensa di queste potenzialità; crede che il computer possa essere l'elemento tecnologico che affascinerà e conquisterà gli artisti di oggi e di domani? C.M. La potenzialità dipende dalla ricchezza e dalla complessità del mezzo. Certamente gli artisti di domani saranno interessati al mezzo ancor più di quelli di oggi. Ciò dipenderà verosimilmente dalle caratteristiche della nuova maniera di produrre immagini. ... Non bisogna però dimenticare che questa tecnica produce immagini che non sono né appropriabili, né asportabili in quanto tali: esse possono essere soltanto riviste con i mezzi stessi del video. Quindi la loro maneggevolezza, la loro strutturabilità in un ambito domestico è qualcosa che sfugge, per il momento, alle prospettive. I.G. Si, è vero. Per quanto tra breve anche da noi, in Italia, sarà possibile vedere le immagini prodotte con l'elaboratore sui televisori piatti da parete, che già sono in vendita, e che tra l'altro hanno un'altissima definizione. E' infatti uscito prima in Giappone, ora negli Stati Uniti, e credo anche in Inghilterra, un televisore a cristalli liquidi, con uno schermo piatto che si può appendere alla parete, ed ha incorporato un videoregistratore, che riproduce le immagini contenute nella videocassetta che si inserisce, ma prevede anche la digitalizzazione di una sola immagine e la sua immobilizzazione sullo schermo. Quindi tra breve potremo avere un quadro luminoso in casa che potrà cambiare come vorremo e quando vorremo, dalla Gioconda alla Computer art. C.M. Certamente questa prospettiva, su un piano generale, è reale. So che, appunto in questo campo, molti si stanno muovendo tra i giganti della computer industria. Da questo punto di vista non ci sono grandi problemi. Forse ci sarà presto una maggiore libertà nel produrre immagini e nel fissare a piacere quelle che si vorrà vengano osservate, che si vorrà siano di pubblico dominio o che siano godute dal singolo proprietario. I.G. Ciò posto, lei pensa che quando una maggiore quantità di artisti si sarà potuta avvicinare a questo strumento di lavoro, saprà intravedere il proprio potenziale nuovo percorso? C.M. Dal punto di vista delle difficoltà che ogni arte può presentare, quest'arte di comporre o produrre immagini sarà indubbiamente per un po' di tempo molto difficile per la maggior parte della gente. Io credo che ci si potrà anche divertire molto, ma bisognerà che passi del tempo, perchè il divertimento, almeno per ora, potrà risultare molto costoso. In ogni caso è certo che alcune possibilità saranno incentivate. Queste possibilità sono un'arte, come quella che fa lei, carica di "emozioni infernali", diciamo ... I.G. Perché "emozioni infernali"? Che cosa glielo fa sembrare? Che cosa glielo suggerisce? C.M. Me lo suggerisce la sarabanda di luci, di colori, di spazi che richiamano sempre forme assolutamente lontane da quelle reali e naturali sulla superficie terrestre, ma si trasferiscono a velocità della luce in spazi cosmici del tutto inediti. E' una scorribanda nel mondo della formazione delle galassie, della formazione dei pianeti, di soli sconosciuti ... Quindi, di un aspetto dell'universo che in qualche modo, bisogna dire "infernale". I.G. Incredibile! Sto ascoltando, detto con altre espressioni, quello che abitualmente dico, che quando lavoro davanti al calcolatore ho la sensazione di trovarmi di fronte un mondo parallelo che mi somiglia, che è mio, perché l'ho costruito io, ma è diverso. Dopo tanti anni di Computer art, lavoro con velocità e decisione, con abbandono totale ed ho stabilito un contatto, una specie di "filo diretto" con lo schermo video tanto da costruire immagini con libertà e potenza. Quando tutto mi passa davanti agli occhi come se prendesse la fuga, ho l'impressione di disegnare, di costruire quello che voglio solo con il pensiero e sento gradatamente di perdere le tracce del reale e di trovarmi immersa in quel mondo parallelo che dicevo prima. C.M. Lei mi fa venire in mente che in un'altra occasione ho definito le immagini da calcolatore come "ultraimmagini". Il concetto lo possiamo riprendere ed aggiungere che, attraverso le ultraimmagini, si può fare qualche cosa che può somigliare alle esperienze sorprendenti dei fisici moderni, per esempio quelle che li hanno portati alla scoperta degli elementi transuranici. Corrado Maltese Arte in, aprile 1990 Specialmente computer ... In Italia, invece, dove la ricerca viene condotta da anni a proprie spese in una situazione di quasi totale isolamento e abbandono istituzionale, si sta verificando esattamente l'opposto. E' forse il paese dove, forse perché meno "assillato" da investimenti sull'informatica, sono state realizzate negli ultimi tempi varie opere sperimentali, libere da condizionamenti di stile, di macchina e di mercato. ... Ai virtuosismi e agli esercizi della tecnica, si è sostituita l'urgenza di una comunicazione personale, spinta oltre, come solo questi mezzi sembrano promettere. E' il caso di opere decisamente poetiche come quelle realizzate da artisti come Ida Gerosa. Maria Grazia Mattei Film maker, maggio 1991 |