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La materia

Un'idea abbastanza diversa, meno articolata data anche l'origine molto più recente e tecnologica di questo materiale, configura l'impiego della plastica e più in generale dei materiali di tipo plastico. Sulla "plastica", sulla sua duttilità ed economicità, sul suo straordinario polimorfismo e sull'enorme varietà delle sue applicazioni si regge buona parte del nostro mondo quotidiano, degli oggetti di uso comune, degli artefatti. La plastica è il materiale metamorfico per eccellenza e nel corso dei decenni oltre a generare nuove tipologie di materiali industriali è andato via via sostituendo nell'uso e nelle funzioni svariati materiali della tradizione, tra cui per esempio il vetro. Al punto che la duttilità, l'economicità, la popolarità, la diffusione e la pervasività dei materiali plastici sono state spesso caricate in negativo di responsabilità ecologiche, di invadenza ambientale, anche dopo la loro recente capacità di riciclarsi.
Nella nostra cultura l'utilizzo del vetro come materiale ha due accezioni prevalenti. Una è legata all'idea del vetro come materiale arcaico e nobile, che rimanda alle forme dell'artigianato storico e del design (le vetrate, i vasi, i vetri soffiati, gli oggetti, le suppellettili...), un'idea che non trova molti riferimenti nell'universo dell'arte contemporanea. L'altra accezione è legata all'idea del vetro come materiale industriale e tecnologico (pavimentazioni, strutture, contenitori, fibre, materiali da costruzione, illuminotecnica...), ed è un'idea che, a parte qualche eccezione, è forse ancora più lontana dal mondo tradizionale dell'arte e si posiziona in quello dell'architettura e del design industriale.  Testo:

"L'arte sensibile e i modelli del vivente", di Pier Luigi Capucci.

Dal catalogo della mostra dello scultore Ale Guzzetti, tenutasi a Palazzo Sforza, Cotignola, dal 16 Dicembre 2000 al 7 Gennaio 2001.
Testo di presentazione.

Testo in versione pdf (20 Kb)

 

Anche i materiali plastici, per le loro caratteristiche "popolari", industriali, seriali, sono rimasti spesso estranei del mondo dell'arte tradizionale: troppo poco ricercati e nobili come materiali e la cui lavorazione implicava l'uso di macchine e di tecnologie. Come per il vetro, la loro capacità di rappresentare e di oggettivarsi si è sovente fermata alle soglie dell'opera d'arte: oggetti di uso comune, il kitsch, il design, l'architettura... Solo in epoca recente soprattutto gli spazi delle installazioni ne hanno proposto l'impiego, fondandosi proprio sulle caratteristiche metamorfiche e sulla vocazione ambientale della plastica e del vetro.