Il datore di lavoro deve rispettare la riservatezza delle e-mail e delle chat dei dipendenti: così ha stabilito il Garante della privacy.
Sempre di più la tutela della privacy, dentro e fuori la Rete, diventa una questione internazionale e in Europa gli organismi pubblici preposti al rispetto della privacy da parte di enti pubblici e soggetti privati agiscono in sintonia.
In Gran Bretagna, Elisabeth France dell'Authority britannica per la protezione dei dati ha emanato un codice di autoregolamentazione per mettere uno stop ai controlli che, sempre di più, i datori di lavoro effettuano sul personale, intercettando i messaggio di posta elettronica.
Anche il nostro Garante della Privacy (http://www.garanteprivacy.it/) ha affrontato il caso di una "mailing list" costituita su iniziativa di alcuni dipendenti di una pubblica amministrazione. L'Authority ha stabilito: "I messaggi che circolano via Internet nelle liste di posta elettronica e nei newsgroup ad accesso limitato devono essere considerati come corrispondenza privata e in quanto tali non possono essere violati".
Per le e-mail personali e per le mailing list vale il principio che la posta elettronica deve essere tutelata come una telefonata o una lettera tradizionale. La riservatezza è un valore tutelato comunque: vale sempre, anche se i dipendenti, come in questo caso, usano computer di proprietà della pubblica amministrazione o dell'azienda per cui lavorano.