Via libera finalmente all'open source nella pubblica amministrazione italiana: ma su una legge apparentemente foriera di buone novità aleggia l'ombra di strani movimenti tra il governo e Microsoft.
Lucio Stanca, ministro per l'innovazione e le tecnologie, firmando la direttiva sullo "Sviluppo dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni" ha posto fine all'itinerario burocratico che divideva il software open source dagli uffici delle pubbliche amministrazioni. Dieci mesi ci sono voluti perché un'apposita commissione tecnica producesse una precisa relazione sulla situazione del software libero nell'ap europea.
Una precedente ed analoga ricerca effettuata per conto del Danish Board of Technology (i cui contenuti potrete approfondire qui - http://www.tekno.dk/subpage.php3?article=969&survey=14&language=uk&front=1) sembra aver fornito l'ispirazione al ministro Stanca, soprattutto in termini economici. Il documento dichiara infatti che l'amministrazione pubblica Danese ha risparmiato diversi miliardi di corone.
La situazione Italiana delle spese affrontate per i software necessari alle amministrazioni pubbliche è ben illustrata da un'altra ricerca voluta dal ministro: 675 milioni di euro di cui il 39% è stato speso per licenze.
Concretamente, e stando alle dichiarazioni ufficiali, tutto ciò significa che "le Pubbliche amministrazioni dovranno tenere conto dell'offerta sul mercato di una nuova modalita' di sviluppo e diffusione dei programmi informatici a codice sorgente aperto. L'inclusione di questa nuova tipologia d'offerta all'interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunità e delle possibilità in un quadro di economicità, equilibrio, pluralismo e aperta competizione" .
Fin qui tutto bene. Tengo però a ricordare che lo stesso ministro aveva stipulato un accordo con la Microsoft (http://www.zeusnews.it/news.php?cod=2389) il quale prevedeva che un ristretto e selezionato gruppo di esperti visionassero parti (perché non tutto non è dato sapere) del codice sorgente di Windows: gli eventi da me riportati potrebbero far pensare che questa commissione abbia assistito, addentrandosi nel misterioso sistema operativo, a un tale scempio da spingere il dicastero per l'innovazione e le tecnologie verso la strada di Linux.
Credo che pochi ne sarebbero stupiti, ma la cosa non è così semplice: i lavori per la legge sull' open source nella Pubblica Amministrazione sono partiti, come già accennato, dieci mesi fa. Perché quindi vincolare le scuole italiane a utilizzare software Microsoft su hardware riciclati mentre si lavorava per lanciare Linux nell'amministrazione (come specificato nello stesso ambito dell' accordo sopraccitato)? Come si pensa che persone istruite a scuola ad utilizzare Windows scelgano di cambiare sistema operativo, una volta assunti per un pubblico impiego?
E' uno strano cerchiobottismo quello italiano che, temo, non porterà i risultati sperati dal ministro Stanca.