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Tecnologie e Società

 

Il Brasile passa a Linux
07/02/2004

Noema Staff


Il Governo brasiliano cerca di dare un taglio ai costi e inizia proprio dal suo sistema informatico. Questo significa per Microsoft una diminuzione dei ricavi per milioni di dollari a vantaggio di un software gratuito come Linux. Tale iniziativa mira a ridurre il peso delle licenze di software proprietario acquistate e utilizzate su almeno il 90% dei computer nel mondo.

Lo staff del Presidente Luiz Inacio Lula da Silva ritiene eccessiva la cifra che spende per queste licenze ogni anno: 34 milioni di dollari. Il Brasile, così, oggi adotta una politica a favore di Linux come già avevano fatto Cina, Giappone e Corea del Sud, convinti nel creare un sistema operativo concorrente a Windows.

L'Ente statale National Institute of Information Technology spera anche che questa mossa serva a favorire l'esportazione di software prodotto in loco. La Brazilian Software Excellence Promotion Society ha stimato che nel 2003 il Paese abbia importato software per un miliardo di dollari in più rispetto alla quantità esportata nel 2001. Dichiara il presidente dell'Iti Sergio Amadeu: "acquistiamo 10 volte tanto quello che esportiamo".

Ricardo Sigaud, il direttore del Ministero della Pianificazione, spera in una rapida conversione a Linux: "Contiamo di raggiungere l'80% in tre anni".














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