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Tecnologie e Società

 

Diritti digitali: verso un sistema aperto?
13/02/2004

Noema Staff

Philips è pronta a mettersi in gioco per raggiungere un notevole traguardo: creare un sistema universale e indipendente dalla piattaforma hardware e software per difendere i diritti digitali. Se il colosso olandese riuscisse nel suo intento, si otterrebbe la liberazione dell'industria dal rischio della pirateria e quindi dell'abbattimento dei proventi che vengono dal copyright.

A lavorare sullo standard è Intertrust, un'affiliata controllata sia da Philips che da Sony che si occupa della sicurezza del sistema e della sua interoperabilità.

Dice Ruud Peters, di Philips, a proposito della collisione con Microsoft dovuta alla sua volontà di rompere con il versamento di royalties: "I consumatori vogliono sistemi aperti e la stessa cosa la desiderano i produttori. Il mondo dell'industria riconosce Microsoft come un formidabile protagonista, ma l'elettronica di consumo non vuole diventare dipendente da Microsoft".

Se quindi l'obiettivo ultimo di Intertrust è - per esempio - quello di non pagare i diritti a Microsoft o ad altri per il sistema di protezione, lo scopo di Microsoft è invece quello di imporre uno standard che permetta degli introiti ingenti e sicuri. La casa olandese conta di dare notizie precise entro 6 mesi circa il suo sistema "aperto"e spera di avere un sufficiente supporto per il suo sviluppo e successo.














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