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Tecnologie e Società

 

Joint venture per le batterie a celle di combustibile
29/02/2004

Noema Staff


E' nata una nuova, strana coppia: quella Hitachi-Tokai, sia quella di uno dei maggiori produttori al mondo in campo elettronico con il principale produttore di accendini sul mercato giapponese. L'obiettivo comune, com'è facilmente intuibile, è quello di dar vita ad un business redditizio basato sui know-how di entrambe le parti.

L'affare in questione è lo sviluppo delle batterie a celle di combustibile tanto decantate in questi mesi e che grazie all'alleanza tra Hitachi e Tokai potrebbero diventare realtà entro il 2005. Abbiamo già parlato di questo tipo di batterie che producono energia per mezzo di una reazione chimica utilizzando metanolo o idrogeno. L'uso che si può fare di esse è importante soprattutto nel settore dei sistemi portatili, in quanto producono una grande quantità di corrente elettrica e sono ricaricabili riempiendo un serbatoio con una ricarica, come si fa, appunto, con gli accendini e quindi senza la necessità di collegarle alla rete.

Hitachi e Tokai sono riuscite, insieme, a superare il principale ostacolo al rilascio delle batterie al metanolo: le dimensioni del serbatoio che sono state ridotte a quelle di una batteria AA grazie ad una miscela ricca di metanolo (venti parti per cento d'acqua). Anche se 50 cm cubi di miscela basterebbero per alimentare un PDA per 6/8 ore, le due società cercheranno di incrementare del 30% la concentrazione e quindi la durata della batteria, prima di permetterne il rilascio.

Così come Hitachi, anche altre aziende hanno indirizzato le proprie forze sulla ricerca per le batterie a celle di combustibile; tra queste vi è NEC per il mondo dei cellulari e Toshiba per quello dei laptop. Si prevede che entro il 2010 il rilascio di questi sistemi provocherà una commercializzazione capillare di 200 milioni di pezzi.














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