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Tecnologie e Società

 

L'Europa non vuole il Decreto Urbani
10/03/2004

Pier Luigi Tolardo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Il Parlamento europeo ha approvato nella giornata del 9 Marzo una Direttiva sulla tutela della proprietà intellettuale che ha accolto buona parte delle richieste delle grandi multinazionali multimediali, case discografiche e cinematografiche in testa, che volevano impegnare tutti Paesi Ue a combattere la riproduzione e la distribuzione di prodotti coperti da copyright attraverso la Rete.

Non sono previste sanzioni penali(che i singoli Paesi potrebbero introdurre) ma è un reato amministrativo la riproduzione e distribuzione a fini commerciali di musica e film mentre è fatta salva "la buona fede del consumatore", cioè la possibilità di scaricare musica a fini personali, che non deve essere perseguita.

Agli Internet Provider spetta l'obbligo di fornire i dati utili all'identificazione di chi invece realizza operazioni commerciali illegali di vendita o scambio di file multimediali.

Con questa Direttiva, e nonostante tutti i suoi limiti, il Decreto che il Ministro Urbani voleva introdurre in italia, recante pene pesanti per l'utente internet che scaricasse musica o film, nonché l'obbligo di introdurre impossibili e costosissimi sistemi di filtraggio anti file-shating, si pone contro la volontà del Parlamento Europeo: se il Ministro dovesse ostinarsi rischierebbe di mandare l'Italia sotto processo davanti alla Corte di Giustizia europea.














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