Linux rimpiazza Windows nel Comune di Roma
14/03/2004
Noema Staff
Mariella Gramaglia, assessore alla Comunicazione del Comune di Roma, annuncia che - a partire da maggio - Linux rimpiazzerà Windows nei computer dell'amministrazione della capitale. Seguendo le orme di molte altre città europee e non, Roma ha deciso di affidarsi al software libero.
"Mettiamo subito in chiaro una cosa: noi no ce l'abbiamo con Microsoft", asserisce la Gramaglia, e in effetti c'è da dire che con la società di Bill Gates il Comune di Roma sta curando un programma per l'alfabetizzazione informatica degli anziani, tanto per citare uno dei progetti . Ciò non toglie che questo è l'ennesimo ceffone tirato all'azienda delle finestre da parte dell'open source che sta togliendo alle tasche del software proprietario non pochi dollari.
L'esperimento romano, per ora cauto e graduale, sarà condotto in questa maniera: "Le prime prove saranno condotte sulla posta elettronica, sui software di agenda e sulle piattaforme di condivisione". L'assessore Gramaglia definisce questa mossa "una scelta politica", nel senso che essa costituirà un utile contributo alla diversificazione all'interno del mercato del software.
Per questo motivo la scelta è sostenuta sia dalla sinistra che dalla destra. "Il dibattito sul software libero è stato portato avanti da parlamentari del centrosinistra, come il senatore Cortiana e l'onorevole Folena. Ma anche nel centrodestra , e penso il ministro Stanca, si sottolinea l'importanza di introdurre piattaforme open source nella pubblica amministrazione".
Comunque, quel che è importante per il comune è che tale scelta porterà a risparmiare un bel po' di soldini, "ma questo probabilmente avverrà solo nel medio periodo. Nel breve termine, quello che si risparmierà sulle licenze lo si rispende nella formazione del personale, che dovrà imparare ad utilizzare i nuovi strumenti. Ci sono 9500 impiegati comunali, ormai, che utilizzano il computer".