Ha avuto luogo l'udienza preliminare per il processo a Dmitry Sklyarov: ultime novità su una storia grottesca.
Dmitry Slyarov, il cittadino russo arrestato negli Stati Uniti per avere scritto (a Mosca, dove egli risiede) un programma in grado di superare il sistema di crittografia degli e-books di Adobe, ha affrontato giovedi' scorso l'udienza preliminare del processo che lo vede imputato di violazioni alla legge statunitense sul copyright, il famigerato Digital Millennium Copyright Act.
La posizione di Dmitry è molto difficile: la Corte Federale ha infatti rilevato cinque distinti capi d'accusa, per ciascuno dei quali la pena prevista può arrivare fino a 5 anni di carcere e 500.000 Dollari di multa. In totale, il programmatore rischia fino a 25 anni di prigione e una multa di 2.500.000 Dollari. Grottesco.
Purtroppo, l'apparato giudiziario americano, se da un lato farebbe bene a trovare una via d'uscita onorevole da questa situazione, che ha originato un vastissimo movimento d'opinione a favore di Sklyarov e il cui fondamento giuridico è, a dir poco, traballante (ricordiamo che egli non ha commesso alcun reato negli Stati Uniti, ma neppure in Russia, ove le leggi sono diverse da quelle americane), ha d'altra parte a disposizione un comodo capro espiatoro e la possibilità di dare l'esempio a quanti abbiano intenzione di fare qualche dispetto ai Signori del Software.
Fortunatamente Alexander Katalov, presidente della società moscovita per la quale Dmitry lavora, si è recato negli Stati Uniti e ha partecipato all'udienza in qualità di rappresentante legale della stessa ElcomSoft, la quale rischia a sua volta una multa salata. Il fatto che la ElcomSoft non abbia abbandonato Dmitry e si sia schierata al suo fianco è certamente importante per lui, ma anche per l'immagine trasmessa all'opinione pubblica. Non è escluso (ed è auspicable) che ciò possa anche indurre alla riflessione i Giudici Federali, che rischiano di trovarsi tra le mani una patata più bollente del previsto.
Sklyarov potrebbe evitare il processo dichiarandosi colpevole; tuttavia non sembra intenzionato (giustamente) a farlo. Nell'udienza di giovedi' scorso si è dichiarato innocente, sottolineando che il suo programma ha, in realtà, molteplici usi assolutamente leciti (come, per esempio, consentire ai ciechi la fruizione di quegli e-books per i quali la "lettura ad alta voce" è inibita).
La prossima udienza è fissata per domani: vi terremo aggiornati.