La tecnologia ci abitua a computer sempre più miniaturizzati e funzionali, che oggi finiscono anche nelle calzature.
La scarpa "intelligente", la potremmo chiamare, perché si adatta all'andatura e al tipo di terreno sul quale camminiamo.
Il microprocessore è dotato di una piccola vite e consente, grazie a un sistema di collegamento, di regolare l'imbottitura sotto il tallone sulla base di un segnale inviato da un sensore elettrico unito a un magnete.
Il chip è dotato di una batteria che si ricarica automaticamente con il movimento e pesa 40 grammi, ossia il 10 % del peso totale della scarpa.
La calzatura è il risultato di molte ore di prove e di test e verrà messa in vendita in America a partire da dicembre; forse il prezzo di 250 dollari destinerà il prodotto a diventare d'elite, ma tutti conosciamo l'escalation verso il basso dei prezzi di un prodotto tecnologico immesso sul mercato.
Con le ali ai piedi e senza chip nelle scarpe, narra la tradizione, nel 490 a.C. il soldato Filippide percorse i 42 km di strada impervia che lo separavano da Atene (lui stava a Maratona) per annunciare la vittoria di Milziade sui persiani.