Una rilevazione inglese mostra che il numero di siti "violenti" è cresciuto del 300% dal 2000 a oggi.
La società SurfControl (http://www.surfcontrol.co.uk/ società di monitoraggio del Web) che ha compiuto l'indagine, afferma di aver registrato nel 2000 circa 2.756 siti categorizzandoli come violenti, e che ad aprile 2004 il dato è salito a 10.926 unità.
Si tratta di un numero sconcertante che preoccupa, ancora di più, nella misura in cui è da gennaio 2004 che la percentuale di siti violenti è salita del 25%. Ad aver registrato la maggiore impennata di crescita sono i siti anti-semiti, anti-islamici e anti-americani.
Per siti violenti la società SurfControl intende sia quelli che promuovono violenza, sia quelli che richiamano odio, in diversi gradi di espressione di aggressività/brutalità.
I siti hanno evoluzioni scioccanti e curiose, sostiene la società di monitoraggio, poiché includono spesso immagini di uomini morti e crudelmente mutilati, che descrivono violenza in modo particolareggiato e potremmo dire che sfiorano la perversione.
Un esempio è il sito di "supremazia bianca" che assegnava ai ragazzi una "competizione" (con in palio un premio in denaro) per gli studenti che esprimessero, tramite una sorta di saggio, una descrizione del comportamento da tenersi nei confronti di chi è "non bianco".
Secondo Susan Larson, vice-presidente della società, gli esiti della rilevazione mostrerebbero che i siti con contenuti violenti riguardano principalmente argomenti politici e religiosi; e porta come esempio la nuova proposta di legge per i matrimoni tra omosessuali.
Anche il film di Mel Gibson "La passione di Cristo" ha generato una sequela di siti costruiti da gruppi che esprimono odio nei confronti di entità religiose non cristiane.