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Tecnologie e Società

 

Un appello perché in Europa la Rete sia libera
07/06/2004

Pier Luigi Tolardo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Già un buon numero di candidati al Parlamento Europeo, di diverse formazioni politiche, ha sottoscritto un appello per l'Open Source, il no alla brevettabilità del software e l'impegno contro il digital divide.

Alcune associazioni, tra cui "Il Secolo della Rete", l'Associazione per il Software Libero, la Rete Nazionale Ricercatori Precari, ha lanciato un Appello perché l'Europa sia incentrata sulla libera circolazione dei saperi (http://italy.peacelink.org/cris).

Si tratta di un appello, di cui era già circolata una bozza un mese fa, e che è già stato sottoscritto da un buon numero di candidati al Parlamento Europeo, ma ancora troppo pochi, di diverse formazioni politiche.

L'Appello vuole impegnare i futuri eletti al Parlamento di Strasburgo a rendersi indisponibili ai tentativi di brevettare il software in Europa, contraddicendo posizioni già assunte dal Parlamento Europeo.

Oltre all'impegno contro la brevettabilità del software, c'è l'impegno a promuovere e sostenere, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni, l'Open Source, a tutelare la privacy su Internet, a riaffermare l'importanza della ricerca e del suo carattere pubblico contro la privatizzazione dei saperi e a sostenere la lotta contro il digital divide in Europa e nel Mondo.

Si tratta di costruire, a partire dal Parlamento, quella che sarà la Piattaforma dell'Europa alla Conferenza internazionale sulla Società dell'Informazione prevista a Tunisi nel 2005.














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