La ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano da poco pubblicata ha fotografato lo stato di diffusione della connettività senza fili in Italia.
L’indagine è stata realizzata mediante interviste fatte a 23 fornitori di accesso in tutto il Paese e ha individuato 800 hot spot attivi, la metà dei quali sono collocati in hotel e centri congressi. Il 12% degli hot spot è invece in pubblici esercizi e il restante 38% appartiene ad aeroporti, porti, stazioni ferroviarie ed università. Per quanto riguarda la diffusione geografica degli hot spot, al primo posto vi è la regione Lombardia, con 195 punti di accesso e 24 punti percentuale, al secondo posto il Lazio con il 13,6% e 109 punti, al terzo la Sicilia con 80 e il 10%.
L’Osservatorio precisa che la crescita numerica negli ultimi mesi è stata molto grande, tant’è che se a settembre gli hot spot erano in Italia 450, a dicembre erano già 650, per poi arrivare ad 800 a fine marzo. Anche il tasso di utilizzo è in crescita: nei primi tre mesi del 2004 gli utenti unici sono stati 16.000, di cui 400 al giorno nel solo mese di marzo.
Il metodo di pagamento più diffuso è la carta prepagata, con costi da 3 a 20 euro l’ora per le tariffe a consumo e da 6 a 9,9 euro l’ora per le tariffe flat. Nonostante tutte queste cifre incoraggianti, la previsione di 1400 hot spot entro la fine del 2003 è sfumata e rimane un traguardo ancora lontano. La crescita è rallentata da problemi tecnici e dalla mancanza di una legislazione atta a favorire la creazione di nuovi hot spot.
L’Osservatorio del Politecnico di Milano ritiene comunque che il traguardo di 2.600 hot spot entro la fine del 2004 potrà pure essere toccato.