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Tecnologie e Società

 

Tv Svizzera in digitale
09/07/2004

Pier Luigi Tolardo

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

Nonostante l'indifferenza dei politici, Aldo Grasso rilancia la proposta per la Tsi sul digitale terrestre.

Aldo Grasso, importante critico radiotelevisivo del Corriere della Sera, docente all'Università Cattolica di Milano, ha lanciato, qualche tempo fa, la proposta di arricchire l'offerta dei canali sul digitale terrestre, alquanto carente per ora, con i 2 canali della Radiotelevisione della Svizzera Italiana (Rtsi.ch).

Aldo Grasso, dalle colonne dell'illustrato del Corriere della Sera proponeva ai Ministri delle Comunicazioni Gasparri e per gli Italiani all'estero Tremaglia di mobilitarsi perché questa televisione, piccola ma di qualità, estera ma di lingua italiana, fosse conosciuta e fruibile non solo dagli abitanti del Nord Italia, soprattutto Piemonte e Lombardia, ma da tutti.

Lo stesso aldo Grasso lamenta che né il Ministro Gasparri né Tremaglia abbiano preso in considerazione la proposta; Grasso fa capire che la risposta probabilmente non è arrivata perché temono un'offerta televisiva libera, indipendente e non schierata, che faccia risaltare troppo lo scadimento qualitativo delle emittenti nazionali pubbliche e private.

Solo i responsabili del digitale terrestre hanno posto a Grasso due obiezioni: la prima è quella relativa ai diritti sui film, che, oggi, la Tv svizzera italiana, paga per un bacino molto ristretto e che crescerebbero molto se venissero trasmessi per il bacino degli utenti italiani. E' vero ma, in questo caso, i film si potrebbero oscurare, come già accade per i canali satellitari che vengono riproposti sul digitale o in chiaro.

Un altro problema sarebbero i diritti di acesso alla piattaforma digitale che la Rtsi dovrebbe pagare ma su questo, ribatte Grasso, se c'è la volontà politica, si potrebbe trovare una soluzione.

Una soluzione nell'ambito degli accordi di cooperazione transfrontaliera e bilaterale fra Italia e Confederazione Elvetica non sarebbe difficile a meno che la questione della tassa per il diritto di accesso non sia la cartina di tornasole del fatto che poi il digitale terrestre non è quella panacea per il pluralismo che tanti hanno decantato.














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