La seconda udienza del processo Sklyarov, programmata per ieri 4 settembre, non ha avuto luogo. Ragioni tecniche, Corte Federale in difficoltà o pressione psicologica?
Come già era avvenuto per la prima udienza, slittata dal 23 al 30 agosto, anche la seconda udienza del processo Sklyarov, programmata per ieri 4 settembre, ha subito un rinvio: la nuova data stabilita dai giudici della Corte Federale è il 24 settembre prossimo.
I motivi del rinvio non sono chiari: ufficialmente si tratta di ragioni "tecniche", ma secondo alcuni la Corte starebbe valutando se proseguire o chiudere il procedimento penale a carico del programmatore russo, avendo Adobe ritirato la propria denuncia nei suoi confronti.
Ma potrebbe trattarsi di un tentativo di esercitare pressioni psicologiche su Sklyarov: ricordiamo che le pene previste per le imputazioni a suo carico sono pesantissime, nonostante la risibilità del loro fondamento; inoltre egli, dal momento dell'arresto non ha avuto la possibilità di incontrare i propri famigliari (è padre di due bimbi piccoli) ed è stato vittima, in piu' occasioni, di palesi violazioni dei diritti civili.
Se Dmitry crollasse o decidesse di dare un taglio all'odissea alla quale è costretto, dichiarandosi colpevole, eviterebbe il processo e farebbe un enorme favore alla Corte Federale, che potrebbe anche decidere di ricompensarlo infliggendogli una pena simbolica.
Una soluzione ideale per tutti? Solo in apparenza, perché un simile compromesso si risolverebbe in un ulteriore consolidamento del già eccessivo potere in mano alle corporazioni e lobbies che hanno voluto e sponsorizzato il DMCA, la legge statunitense sul copyright, in forza del quale Dmitry sta vivendo questa brutta avventura.
La nostra speranza è che i Giudici Federali comprendano l'assurdità della vicenda e decidano in fretta e secondo Giustizia: quella vera, non la sua controfigura costruita al servizio dei potenti.