L’International Herald Tribune (http://www.iht.com/articles/528329.html) ha pubblicato una stima per cui ogni copia di software venduto ve ne sono almeno altre 100 pirata. Questo fenomeno è noto ormai ovunque, sia in Occidente che in Asia che nelle Regioni del Pacifico e fa sì che ad una grande diffusione del computer non segua un’importante impennata nel mercato software. Inoltre, rispetto al 2002, la situazione va peggiorando, tant’è che si è calcolato che mancano nelle casse dei produttori circa 29 miliardi di dollari.
In Europa la pirateria guadagna 9,7 miliardi di dollari l’anno e il tasso complessivo di software illegalmente copiato e distribuito è del 37%. Secondo BSA i Paesi dove il software è maggiormente piratato sono quelli dell’Est, con il 71%, seguiti dall’America Latina, con un tasso del 63%. Il mercato asiatico ha un tasso di pirateria del 53%, causando perdite di 7,5 milioni di dollari.
Per quanto riguarda i Paesi dell’UE, la Grecia si colloca al primo posto della triste classifica sul software illegale, con il 63% di copie pirata, seguita da Cipro, Polonia, Lituania, Slovenia e Italia.
Il danno in dollari prodotto dalla pirateria in Italia è di circa 1,13 miliardi di dollari, cifra comunque minore rispetto a Germania, Inghilterra e Francia. La nazione più “legale” è la Danimarca, con il 26% di software copiato, seguita dalla Svezia (27%).