Negli Stati Uniti è in atto un dibattito sul tema dei blog, i diari on-line popolari ormai da due anni in tutto il mondo. L’argomento attorno al quale si sono addensate le riflessioni è il pianeta dei videogiochi, che consiste in un mercato di qualche decina di miliardi di euro l’anno. Tale business è rivolto sia ai bambini e ragazzini, sia ad un pubblico adulto ed è facile reperirne informazioni sulla Rete.
Spesso, però, queste informazioni redatte all’apparenza in maniera giornalistica ed indipendente non è altro che pubblicità nascosta, gestita direttamente o non dai produttori del videogioco. In altre parole, dietro ad un innocente blog potrebbe esserci una campagna di comunicazione mirata ad influenzare sia i lettori che i produttori di diari on-line che, magari in buona fede, pubblicano notizie che in realtà sono pubblicità.