Le piccole radio a transistor uscite negli Stati Uniti compiono cinquant’anni. Ormai non sono più in circolazione, ma la loro uscita ha rivoluzionato indelebilmente il mondo dell’intrattenimento.
Infatti, se si riflette un po’ sul fatto che la televisione musicale è nata solo agli inizi degli anni ’80 e che soltanto negli anni ’90 si è assistito alla separazione tra industria musicale legata alla TV e il circuito delle discoteche, allora appare più chiaro il fatto che senza il Regency TR-1 la rivoluzione rock’n’roll non avrebbe mai avuto luogo nel contesto in cui è nato.
La prima radio a transistor è arrivata alla grande distribuzione il 18 ottobre del 1954 e operava grazie ad una batteria al germanio da 22,5 volt che consentiva un’autonomia di 20 ore. L’utente poteva scegliere tanti colori diversi come il nero, l’avorio, il grigio, il mandarino, il verde oliva, il mogano; la radiolina costava ben 49,95$, corrispondenti ai 300$ di oggi.
Regency ha battuto la concorrenza della statunitense Raytheon e della giapponese Tsushin Kogyo che ben presto mutò il nome in “Sony”, parola che è una via di mezzo tra “sonus” e “Sonny boy”, il tipico ragazzo degli anni ’50. Oggi con 50 dollari è possibile comprare una scheda di memoria di circa 2 miliardi di transistor miniaturizzati su un wafer di silicio: un bel progresso, se si pensa che Regency TR-1 aveva solo quattro transistor!