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Tecnologie e Società

 

Sotto esame le società per i diritti musicali in Europa
23/01/2005

Noema Staff

La commissione antitrust europea ha posto in esame le società per i diritti musicali in Europa, come l’italiana SIAE, la tedesca GEMA e la francese BUMA. L’accusa è quella di aver costituito un cartello minante la libera concorrenza.

Nella primavera del 2001, i cosiddetti “accordi di Santiago” erano stati stipulati affinché venissero favorite quelle realtà commerciali interessate all’acquisizione dei diritti in ambito comunitario, in modo che, tramite un contratto con una sola delle società in questione, si poteva avere accesso alle librerie di tutte le società dell’accordo.

In verità, esiste un’altra clausola del patto di Santiago che costringe chiunque voglia vendere musica in Europa a trattare soltanto con la società di diritti della nazione dove si vuole svolgere l’affare. Questa clausola, secondo l’UE, contravviene al fondamento della Comunità Europea per cui ognuno può cercare in territorio europeo le condizioni più favorevoli alle proprie esigenze.

Gli accordi di Santiago, insomma, spingerebbero le società di tutela dei diritti musicali ad operare come se ancora esistessero le barriere doganali.
Secondo numerose fonti, la costituzione del cartello avrebbe limitato la competitività dell’Unione nel campo della musica digitale. L’EDMA (European Digital Music Association) - di cui fanno parte, tra gli altri, Apple, Fnac, Yahoo, Napster e Virgin - è dello stesso parere.

Per saperne di più:

http://www.macitynet.it/macity/aA19673/index.shtml














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