Graham Tucker, responsabile tecnico per l'Oceania di Intel, ha riferito che il nuovo chipset 945 supporta la tutela dei diritti digitali a livello hardware. Esso, sempre secondo Tucker, “aiuta ad implementare i sistemi DRM di Microsoft e supporta nativamente la protezione dei diritti digitali via hardware”.
Questo espediente dovrebbe rendere più complicata la vita agli hacker, poiché renderebbe più difficile sia copiare brani o video coperti da copyright che usare programmi copiati.
Sarà interessante seguire l’evolversi della vicenda, in quanto viene naturale chiedersi quali saranno le conseguenze a livello di royalties da parte di Windows (cui Intel è strettamente legata) e quale sarà il peso del vincolo ad una data piattaforma. In altri termini: il sistema DRM di Intel potrà essere sfruttato soltanto dal sistema operativo della società delle finestre? Se dovesse verificarsi questa eventualità per ascoltare un CD audio o vedere un DVD sarebbe necessario l’uso esclusivo del sistema operativo Windows.