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Tecnologie e Società

 

Clonare gli oggetti a distanza
02/10/2005

Azzurra Pici


Due scienziati della Canergie Mellon University di Pittsburgh (Usa), Seth Glodstein e Todd Mowry, sono al lavoro ad un progetto che ha come fine quello di dar vita ad un nuovo materiale fatto di microcomputer capaci di auto-organizzarsi in modo da attaccarsi reciprocamente in maniera intelligente.

Il progetto - presentato sul settimanale inglese New Scientist - potrebbe quindi dare origine a oggetti repliche di altri, le cui informazioni strutturali, prese via Internet, sarebbero ottenute in seguito alla scannerizzazione degli originali, trasformati in figure virtuali. Tale processo viene chiamato dai due ricercatori “claytronics” e le microparticelle “catoms”.

Nonostante questa ricerca possa sembrare surreale, un gigante come Intel ha deciso di scommettere su di essa. A tal proposito ha Glodstein ha dichiarato: “Stiamo lavorando da tre anni a questo progetto e quanto più passa il tempo tanto più ci sembra realistico”.

Attualmente gli scienziati stanno lavorando con quattro catoms di dimensioni centimetriche, al cui interno sono celati un microcomputer e ventiquattro elettromagneti che danno loro la possibilità di muoversi: “Ora stiamo già progettando catoms di dimensioni millimetriche che si muoveranno sfruttando le forze elettrostatiche. Ai veri “catoms” arriveremo tra circa vent'anni”, dice Glodstein.

Il problema principale da risolvere è l’alimentazione dei catoms, in quanto risulta ancora difficoltoso riuscire a dare loro energia, come spiega Babu Pillai della Intel: “Per questo si sta pensando ad una piattaforma esterna che induce corrente all'interno dei catoms”. Forse che l’era del teletrasporto è più vicina di quanto potremmo mai pensare?














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