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Tecnologie e Società

 

Donkey cede alle richieste RIAA. L'asinello arranca
29/09/2005

Traduzione libera a cura di VedoVa_NeRa per www.p2pforum.it
Originale inglese a cura di Slyck.com

Oggi, la Commissione Giudiziaria del Senato Americano terrà un'udienza nella quale sarà ascoltato Sam Yagan, il presidente di MetaMachine. L'udienza, "Proteggere Copyright ed Innovazione in un mondo Dopo-Grokster", si concentrerà su problematiche di proprietà intellettuale nel caso in cui l'intera community P2P disinstalli Grokster o ogni altro client per il file sharing.

Tuttavia Sam Yagan, presidente di MetaMachine farà poche concessioni all'udienza di oggi. No, MetaMachine non sta per chiudere, tuttavia lo specialista in matematiche applicate e laureato alle università di Harvard e Stanford asseconderà le richieste della RIAA.

La RIAA, una organizzazione che rappresenta oltre il 90% di tutte le etichette discografiche e tutte e quattro le etichette principali ha avviato una campagna di invio di lettere il 13 di questo mese. Nella lettera, che è stata inviata alla maggior parte degli sviluppatori P2P, la RIAA ha chiesto di cessare immediatamente ad incoraggiare violazioni di copyright oppure di prepararsi ad affrontare problemi legali.

"Chiediamo che cessiate e desistiate immediatamente dal permettere ed indurre la violazione delle registrazioni sonore dei membri RIAA. Se volete discutere in via amichevole quanto vi contestiamo contattateci immediatamente"

Si sospetta che queste lettere di 'cessa e desisti' siano state inviate a MetaMachine, BearShare, WinMX, LimeWire e Ares Galaxy. Gli sviluppatori hanno reagito in modo diverso a questa faccenda, tuttavia nessuno ha pubblicamente detto come si sarebbe comportato. Questo fino a Sam Yagan di MetaMachine.

Nelle dichiarazioni di Sam rilasciate oggi, il Sig Yagan introduce la sua testimonianza annunciando la risposta della sua compagnia alle richieste della RIAA.

"Vorrei che fosse chiaro per la Commissione che abbiamo risposto alla lettera RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare la loro richiesta."

La decisione della Corte Suprema del 26 Giugno ha incoraggiato l'industria del copyright a fare maggiore pressione sugli sviluppatori P2P affinché si adattassero alla loro visione della legge sulla proprietà intellettuale. Giusto o sbagliato che sia, la maggior parte delle aziende commerciali per il file sharing non ha le risorse per combattere contro l'industria discografica e cinematografica che di risorse finaziarie ne ha quasi illimitate.

".. Non sono qui come partecipante attivo nel futuro del P2P, bensi come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati.."

Sam commenta diversi punti del caso Grokster, compreso il rilevante aspetto dell'intento. Secondo la Corte Suprema, ogni potenziale sviluppatore che mostra l'intento ad istigare violazioni di copyright può essere ritenuto responsabile.

"Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine Betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza questa possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster"

Oltre agli altri argomenti, Sam si è soffermato anche su altri importanti punti come il soffocamento dell'innovazione ed il trasferimento della tecnologia oltre oceano. Inoltre il tentativo della RIAA e della MPAA di annientare gli sviluppatori di P2P commerciale potrebbe alla fine rivelarsi un'arma a doppio taglio poiché le loro azioni possono essere rese irrilevanti dalle reti e dai client open source o con base all'estero.

Segue la testimonianza di Sam Yagan

Grazie per avermi invitato a testimoniare questa mattina su un problema che avrà senza dubbio ampie e durevoli ramificazioni sia per l'industria tecnologica che per quella dei contenuti.

Negli ultimi tre anni, ho servito come presidente MetaMachine, che sviluppa e distribuisce l'applicazione peer-to-peer per il file sharing eDonkey. Dalla mia posizione privilegiata sono stato disponibile ed ho partecipato sulle linee di frontiera del confronto tra la tecnologia ed il contenuto. Spero che la mia esperienza sulla rama del rasoio sia di aiuto alla Commissione.

Potreste essere curiosi chiedendovi che tipo di persone gestiscono un'azienda peer-to-peer, per cui vorrei parlarvi un pò del mio passato. Prima di unirmi a MetaMachine avevo fondato ed ero stato amministratore di una azienda di editoria didattica chiamata SparkNotes. In quel ruolo ero io ad essere un detentore di diritti ed il mio lavoro era di vendere contenti fisici - un obiettivo non molto dissimile da quello delle etichette discografiche e degli studios. Vi dico questo per farvi capire che non sono un anarchico e non ho nulla di personale contro la proprietà intellettuale. Ho conseguito una laurea in matematica applicata presso l'università di Harvard ed una in Economia presso quella di Stanford.

Prima di andare al cuore del discorso, mi piacerebbe chiarire alla Commissione che abbiamo risposto alla lettera 'cessa e desisti' RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare le loro richieste.

Perciò non sono qui come un partecipante attivo nel futuro del P2P, bensì come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati. Spero che come risultato del mio imminente ritiro dall'industria del P2P, riesca a parlare con maggiore imparzialità e che accoglierete questa testimonianza non come un tentativo di servire i miei interessi ma semplicemente come la volontà di condividere con voi il mio punto di vista in questo mondo Dopo-Grokster.

Vorrei commentare tre elementi del caso Grokster che trovo di massima importanza.

Primo: Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza quella possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster

Secondo: La corte cita nello specifico che l'azione di marketing di Grokster rivolta ' a precedenti utenti di Napster indica un principale se non esclusivo intento a spingere alla violazione". Siamo sicuri che questo sia una prova sufficiente dell'intento a sobillare la violazione di copyright? Questo significa che ogni azienda che ha fatto pubblicità nel software eDonkey ha lo stesso intento? Oso sperare di no, perché l'estate scorsa le campagne sia del Presidente Bush che del Senatore Kerry sono state caratterizzate anche da pubblicità su eDonkey. Stavano davvero entrambe cercando di attirare voti basandosi su un invito a violare le leggi oppure avranno avuto qualche altro 'intento'?

Penso che Grokster ed i suoi standard sull'istigazione non possono servire a raggiungere un equilibrio sul lungo termine. Immaginate se dalla nascita di eDonkey non solo non avessimo fatto nessuna dichiarazione che avrebbe potuto spingere a violare il copyright - ma non avessimo fatto proprio nessuna dichiarazione - ed avessimo solo creato un sito web con scritto "eDonkey è un'applicazione peer-to-peer per il file sharing". Mi sembra che questa non si sarebbe qualificata come attività di 'istigazione affermativa ed attiva a violare il copyright' Se non avessimo mai fatto altre dichiarazioni al di fuori di quella le cose sarebbero molto più semplici ora? Se è così nasceranno inevitabilmente nuove applicazioni P2P che immediatamente soddisferanno la sentenza Grokster da questo punto di vista. Se invece le cose non stanno così allora gli effetti della sentenza Grokster si spingeranno ben oltre il rallentamento dell'innovazione - quasi sicuramente la paralizzeranno del tutto.

Vorrei riepilogare facendo umilmente un piccolo salto oltre l'area delle mie competenze e presentando quattro osservazioni che potrebbe essere utili:

Primo, incoraggiare una soluzione di mercato. Penso che nessuno al momento conosca quale specifica soluzione sia la migliore da adottare, ma ho una grande fiducia nella possibilità per il nostro sistema di mercato libero di generare numerosi nuovi modelli di business per trarre vantaggio delle decine di milioni di Americani che usano il P2P per soddisfare la loro sete di contenuti e di dati. Immaginate se negli ultimi 10 anni fossimo stati capaci di convertire solo l'1% delle decine di miliardi di download di file condivisi in download a pagamento. C'è una soluzione di mercato da trovare - può benissimo essere una che si adatta al modello di business dell'industria dell'intrattenimento, ma può anche non esserlo. Nessuno in questa stanza può deciderlo; può farlo solo il mercato.

Secondo, su questa faccenda occorre essere particolarmente attenti alle conseguenze inattese. Con le tante applicazioni P2P estere o con quelle semplicemente open source, le entità che alla fine saranno maggiormente devastate dalla sentenza Grokster saranno quelle - come noi - che hanno messo su il proprio business negli stati Uniti, sotto le leggi Americane, pagano le tasse e, almeno per quanto riguarda eDonkey, hanno cercato di acquisire una licenza sul contenuto dell'industria dell'intrattenimento. Temo che i vincitori della sentenza Grokster non saranno le etichette e gli studios ma l'underground, i P2p esteri e gli sviluppatori P2P vagabondi che avranno perso una dozzina dei maggiori protagonisti della concorrenza.

Terzo, chiarire la decisione della Corte del caso Grokster. Cos' com'è, molte aziende ed aspiranti imprenditori non possono semplicemente capire come si posizioneranno di fronte alla legge. Come sapete ultimamente eBay ha acquistato l'azienda P2P di Skype per più di due miliardi di dollari. Da notare che Skype è stato fondato all'estero; sarebbe una vera tragedia per la nostra economia se tutti gli imprenditori tecnologici portassero le loro innovazioni all'estero.

Ed infine, ho avviato diverse aziende nella mia carriera e se ho una grande passione è proprio quella per l'imprenditoria - la forza trainante della nostra economia. Vi esorto vivamente a cercare di mettervi nei panni degli impreditori che cercano di realizzare innovazione in nuove industrie. Spero facciate tutto quello che è nelle vostre possibilità per incoraggiare gli imprenditori ed inserirli in un ambiente legale nel quale possano affrontare le mille sfide che una nuova azienda pone senza l'ulteriore aggravio di dover indovinare come un giudice molti anni dopo giudicherà ogni loro email, ogni telefonata, e anche ogni loro pensiero.

http://www.p2pforum.it














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