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Tecnologie e Società

 

Minnesota: attenzione alle intenzioni!
06/10/2005

Azzurra Pici


Una sentenza della Corte d’appello dello Stato del Minnesota, USA, ha decretato che possedere sul proprio computer un software per crittografare documenti dimostra l’intenzione di “commettere un crimine”.

Questa sentenza è stata data nel corso della causa intentata dallo Stato contro Ari David Levie, un uomo giudicato, a ragione, responsabile di pedo-pornografia. In via accessoria, la corte ha stabilito che la presenza di una utility per l’encripting basata su PGP (Pretty Good Privacy) è indicativa dell’intenzione criminale da parte del malvivente.

Come è facile immaginare, tale decisione ha suscitato le critiche da parte di molti, dai difensori delle libertà civili ad alcuni esperti di sicurezza informatica. In effetti il problema che ora si pone è particolarmente insidioso dal punto di vista giuridico, anche perché alla fine Ari David Levie è risultato essere realmente un criminale. Inoltre in America, a differenza del continente europeo, vige la regola secondo cui la sentenza non fa stato solo tra le parti, ma è d’impegno per i successivi giudizi e quindi per l’attività del Pubblico Ministero.

Da oggi quindi in Minnesota possedere software per proteggere i propri dati da occhi indiscreti potrebbe essere compromettente, in quanto questo potrebbe significare proteggere file dai contenuti delinquenziali.














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