Grandi del web come Msn, Google, Yahoo!, Amazon ed eBay sono pronte ad invadere il più potenzialmente esteso mercato della net economy: la Cina.
La nazione, luogo in cui i valori liberali della Rete sono continuamente violati, conta su ben 94 milioni di utenti e risulta essere il secondo Paese più connesso al mondo dopo gli USA oltre che il primo considerando soltanto gli utenti al di sotto dei 30 anni. E’ il primo anche per numero di utenti di telefonia cellulare: ben 340 milioni.
Dopo il boom degli anni passati, la crescita del numero di persone connesse al web cinese è ancora vertiginosa: ogni mese un milione e duecentomila nuovi utenti si connette alla Rete e un altro miliardo è inevitabile che lo faccia in tempi brevi.
Il mercato cinese è in apertura ai capitali esteri dal 2004, quando aziende come Google hanno deciso di siglare accordi o acquisire partecipazioni in aziende locali. La società di Mountain View ha per esempio acquisito quote del motore di ricerca cinese Baidu e nel febbraio scorso ha stretto un accordo con Tencent per commercializzare i servizi di AdSense.
Anche Yahoo! ha aperto il suo portale locale in Cina (3721.com, il quinto più cliccato) e ha creato Yisou, il nono sito in lingua cinese più visto nel Paese.
Ebay ha invece acquisito la compagnia locale EachNet, che attualmente risulta essere il primo sito di aste in Cina.
Lo scorso agosto Amazon ha invece comprato per 75 milioni di dollari Joyo.com, mentre Iac (che controlla marchi come Expedia, Hotels.com e Ticketmaster) ha una partecipazione di maggioranza nella compagnia di viaggi online cinese eLong. Monster ha invece acquistato il suo equivalente asiatico ChinaHR.com. Anche Skype è approdato in Estremo Oriente.
MSN è l’ultimo arrivato in territorio cinese, stringendo una partnership con la locale Shangai Alliance Investment Ltd. Oltre ad offrire una speciale versione di Hotmail e di Messenger, il nuovo portale offrirà contenuti per cellulari.
Nonostante le grandi potenzialità del mercato cinese, non sono pochi i rischi in cui possono incappare le società che lì investono: bisogna essere disposti ad avere a che fare quotidianamente con la rigida e costante censura del Governo. Ne sa qualcosa Google, che nel 2002 venne oscurato da Pechino.