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Tecnologie e Società

 

Kodak e Super 8: è la fine di un mito?
22/10/2005

Azzurra Pici


Da quando il 9 maggio scorso la Kodak ha annunciato di avere in programma la cessazione della produzione delle pellicole Kodachrome Super 8 - a bassa velocità e a grana fine - per sostituirle con il nuovo prodotto Ektachrome Super 8, gli appassionati della vecchia tecnologia non si danno pace.

Kodachrome e, nello specifico, la versione per cinepresa conosciuta come Super 8 risale al lontano 1965. Anche se sembra che i supporter della rivoluzione digitale non si siano nemmeno accorti dell’annuncio di morte della pellicola cui Paul Simon ha dedicato una canzone, migliaia di affezionati in tutto il mondo sono insorti, proclamando anche la morte del colore.

Andrew Lambert, regista e archivista cinematografico presso gli Anthology Film Archives di New York sostiene: “La Kodachrome è inarrivabile. I suoi colori sono più brillanti di quanto si possa immaginare. E la cosa più incredibile è che la pellicola non sbiadisce. È insostituibile”.

In seguito alla petizione scatenata online su forum di appassionati, Robert Mayson, dirigente della Kodak - che ha il suo quartier generale a Rochester, nello Stato di New York - ha accettato di incontrare Pip Chodorov, amministratore di frameworks.com ed esponente della cinematografia parigina Super 8, nel corso dell’ultimo Festival di Cannes. Durante questo incontro Mayson avrebbe detto che l’attività legata alla pellicola dovrebbe cessare nel 2007, a meno che i sostenitori di questo formato non riusciranno a trovare un modo per svilupparlo. Chodorov ha ora l’intenzione di presentare una petizione al governo francese per spronarlo ad investire su una attività di sviluppo alternativa.














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