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Tecnologie e Società

 

UMTS: prime avvisaglie di problemi
04/11/2001

di Giovannibattista Pallavicini

[Articolo tratto da ZEUS News - Notizie dall'Olimpo informatico]

I primi gestori assegnatari delle tanto agognate licenze cominciano a nutrire qualche perplessità in merito all'effettivo successo di questa tecnologia: che finisca per rivelarsi un flop?

Dopo la rinuncia alla licenza da parte della Finlandese Sonera ed i problemi vissuti in Giappone legati alla mancata disponibilità di apparecchi idonei a supportare le attività ed i servizi UMTS che rischiavano di obbligare DoCoMo a ritardare l'offerta di servizi cellulari a banda larga, ora anche in Francia sembra che le cose non vadano per il meglio. La società SFR appartenente al gruppo Vivendi, si è rifiutata di pagare la prima rata della licenza UMTS ottenuta dal governo.

SFR ha fatto sapere di aver congelato in un fondo bancario tutti i 619 milioni di euro necessari al pagamento del primo acconto, in attesa di aprire un tavolo di confronto con il governo francese. In realtà l'obiettivo del gruppo Vivendi è quello di ottenere per la propria società uno sconto o quantomeno una dilazione rateale sulle rimanenti quote da versare. Sperando di riuscire a convincere il governo, SFR nel frattempo non paga, cosa che invece fa regolarmente e puntualmente France Telecom.

Forti anche del corretto atteggiamento dell'altro gestore di telefonia, gli esponenti delle istituzioni francesi hanno cominciato un'azione di controllo sulla correttezza e la liceità del comportamento tenuto da SFR, minacciando di revocare la licenza al gestore se si ravvisassero irregolarità o posizioni contro legge.

SFR non è sembrata troppo preoccupata di un'eventuale revoca della licenza, quasi come se il non poter essere fra i protagonisti di quello che per tutti noi è diventato il punto di svolta nei servizi digitali cellulari non sia nulla di particolarmente grave o di tremendamente rischioso.

Sorge quindi il legittimo dubbio che la scelta di SFR non sia dettata solo dalla situazione economica del gruppo Vivendi, ma che ormai la società, come sempre più operatori, da un po' di tempo a questa parte ritengano che l'UMTS abbia perso gran parte del suo fascino e rischi di diventare poco più di un dispendioso giocattolone tecnologico su cui pochi metteranno le mani e decideranno di investire a lungo termine.














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