Intervista a Enzo Mazza, direttore responsabile FIMI
26/11/2005
A cura di VedoVa_NeRa per www.p2pforum.it
Intervista al Dott. Enzo Mazza, direttore responsabile FIMI
La FIMI è la Federazione dell’industria musicale italiana nata nel 1992,aderente a Confindustria e IFPI, Federazione dell'industria fonografica internazionale e rappresenza imprese produttrici e distributrici del settore discografico per tra i più famosi del Mondo...
Alla luce delle ultime operazioni contro la pirateria in Italia abbiamo rivolto alcune domande al dott. Enzo Mazza, direttore responsabile FIMI per comprendere e chiarire il punto di vista della Federazione Italiana dell'Industria Musicale su questioni di scottante interesse.
P2Pforum.it Per l'industria musicale Italiana c'è differenza tra pirateria fisica e download di materiale protetto da copyright dalle reti peer-to-peer a scopo personale e non a fine di lucro, considerando che la Legge Urbani sembra fare di tutta l'erba un fascio nella penalizzazione di questi reati?
Enzo Mazza - FIMI Bisogna fare sicuramente un po' di chiarezza. Il problema principale del p2p non è ovviamente il singolo utilizzatore che si cerca l'ultima hit da scaricare ma l'enorme quantità di soggetti che operano sistematicamente come uploader con migliaia di file disponibili. Questi soggetti sono il nostro vero obiettivo nell'ambito della lotta alla pirateria online. La legge Urbani, nella sua versione finale ha trovato una sua proporzionalità rispetto alle condotte e oggi è una buona legge. Resta il fatto che non esiste il download per uso personale, assimilabile alla copia privata di un cd. La direttiva europea in materia di copyright ed anche la legge italiana fanno sempre riferimento alla "fonte legittima" quando affrontano il tema della copia privata. Per quanto riguarda la pirateria tradizionale, in Italia per noi rimane sempre il primo e principale obiettivo e la maggior parte degli sforzi sono costanemente dedicati soprattutto a contrastare le grandi organizzazioni criminali che operano dietro alla contraffazione e alla pirateria.
P2Pforum.it Gli artisti possono decidere di rendere legale la distribuzione delle loro opere sulle reti p2p per il file sharing, ad esempio rilasciandole sotto licenze Common Creative. L'industria musicale come vede queste scelte degli artisti? Chi decide di aderire alla filosofia CC rischia di essere discriminato dall'industria?
Enzo Mazza - FIMI Il sistema dei Creative Commons si innesta nella grande famiglia del sistema copyright e come tale è un utile strumento anche per sensibilizzare gli utenti sul fatto che esitono dei diritti che vanno tutelati. Molti artisti se ne avvalgono, e anche alcune etichette discografiche. E' una scelta autonoma e ognuno ha il diritto di decidere come, dove e quando rendere disponibile le proprie opere, non abbiamo ovviamente nulla contro un sistema di licenze come le CC
P2Pforum.it E' giusto secondo lei dare la possibilità agli utenti di valutare tutti i brani di un album prima di comprarlo? E' quello che molti dicono di apprezzare del P2P.
Enzo Mazza - FIMI Oggi vi sono colonnine per sentire dischi in tutti i maggiori negozi di dischi, vi sono un'infinità di siti, anche delle case discografiche dove si può ascoltare in streaming i brani di un album in uscita e lo si può fare legalmente. La scusa che scarico dal p2p per valutare è un po' semplicistica, come quando si sostiene che il p2p serve a trovare materiale non reperibile, ma allora perchè i brani più diffusi nel p2p sono i primi dieci titoli delle classifiche di vendita o radiofoniche ?
P2Pforum.it La popolarità che la diffusione sulle reti P2P conferisce ad un opera o ad un autore non ripaga di eventuali mancate vendite in altri modi? Ad esempio con concerti meglio riusciti e remunerativi, la vendita di gadget, comparse in TV o alla radio..
Enzo Mazza - FIMI Sono diritti diversi gestiti anche da soggetti diversi, l'industria discografica non ricava proventi dai concerti o dalle comparsate TV
P2Pforum.it Secondo lei il peer-to-peer e la diffusione su queste reti di musica con licenza Common Creative costituisce un mezzo di promozione valido per artisti emergenti?
Enzo Mazza - FIMI Il p2p è un formidabile veicolo per la distribuzione di musica, su questo non ci sono dubbi, io sono anche convinto che le sentenze contro Grockster e Kazaa porteranno alla nascita di reti di p2p legali con grandi opportunità per le case discografiche e gli stessi consumatori. Per quanto riguarda il p2p e gli artisti emergenti resta sempre il problema della promozione. Come ho detto prima, oggi la musica più diffusa sul p2p è quella mainstream che passa nelle radio e quindi il p2p di fatto rafforza la popolarità di chi è già famoso. Io cerco l'ultima hit di Madonna, perchè l'ho sentita in radio o perchè ho visto il video su MTV, difficilmente provo a cercare il gruppo del quale neanche conosco il nome.
P2Pforum.it L'industria musicale ha mai preso in considerazione proposte come quella della EFF ( Licenza Volontaria Collettiva del File Sharing musicale) che prevedono la legalizzazione del file sharing attraverso il pagamento di una quota fissa mensile da integrare, per esempio, direttamente in un certo tipo di abbonamento ADSL?
Enzo Mazza - FIMI La proposta di EFF uccide definitivamente gli artisti emergenti, i più popolari prenderebbero sempre più soldi e i nuovi niente perchè non vanno mai in classifica.
P2Pforum.it L'equo compenso Siae, applicato ai supporti vergini, non considera l'uso futuro che l'acquirente farà di quei supporti. Anche chi li userà per copie di backup del suo lavoro avrà comunque pagato il balzello Siae. Qual'è il vostro punto di vista a riguardo?
Enzo Mazza - FIMI Il sistema dell'equo compenso è destinano ad essere superato nel tempo dallo sviluppo dei sistemi drm e delle varie forme di licenza. Tra qualche anno l'equo compenso sparirà.
P2Pforum.it Come mai l'industra discografica in Italia non segue l'esempio della RIAA che in America continua a perseguire gli scambisti? Diversità di vedute, di mezzi a disposizione? o forse la FIMI è più lungimirante della RIAA che, con la sua poitica 'sue'm all' sembra stia acquistando notevole impopolarità?
Enzo Mazza - FIMI La federazione contro la pirateria musicale (FPM) coopera con le forze dell'ordine già da tempo e ad oggi sono oltre 120 i casi penali che hanno coinvolto singoli uploader e gestori di server p2p e openap in Italia. Nei prossimi mesi vi saranno altri casi, nel frattempo abbiamo iniziato a chiedere risarcimenti consistenti in sede di costituzione di parte civile. L'attività è svolta di concerto con IFPI e proprio pochi giorni fa sono stati annunciati altre 2100 nuove azioni giudiziarie contro gli utilizzatori di programmi di file-sharing in cinque nuovi paesi europei, asiatici e per la prima volta anche sud americani. Con i nuovi casi il totale delle azioni legali contro utenti dei sistemi peer-to-peer sale a 3800, dislocate in 17 Paesi, tra i quali l'Italia. Si tratta della quarta ondata di azioni legali dall'inizio della campagna ( primi mesi del 2004) e coinvolge tutti i principali network: Kazaa, Gnutella (Bearshare), eDonkey, Direct Connect, Emule, BitTorrent, WinMx, e SoulSeek.