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Tecnologie e Società

 

Il primo virus informatico compie vent'anni
19/02/2006

Azzurra Pici


In questi giorni gli hacker di tutto il mondo stanno festeggiando il ventesimo compleanno del primo virus informatico: Brain (cervello). La sua scoperta risale alle prime settimane del 1986 e suscito particolare scalpore in quanto il primo ad essere concepito da un programmatore. Brain era del tipo “Boot-sector”, chiamato così dal nome del settore del floppy-disk dove andava ad insidiarsi: in questo modo veniva eseguito ogni volta che veniva utilizzato il floppy.

La sua origine non è ancora del tutto chiara. La tesi più accreditata ne attribuisce la paternità ad un programmatore pakistano, che l'avrebbe originato per proteggere un software di sua invenzione. Oggi Brain non è più una minaccia, ma in questi vent'anni ben 150 mila programmi maliziosi sono definibili “suoi eredi”.

In realtà, nonostante sia stato il primo virus per Pc, Brain non fu il primo programma “malizioso”: questo primato spetta a Elk Cloner, un virus creato dal programmatore Richard Skentra per infettare gli storici Apple II. Nonostante ciò c’è da dire però che i virus rivolti ai Pc e ai loro sistemi operativi hanno avuto una diffusione di gran lunga maggiore. La nascita di Internet e della posta elettronica non ha fatto poi nient’altro che incrementare la spinta alla produzione di massa dei software infettivi.

In questi venti anni sono cambiati anche i motivi per cui si producono virus. Se inizialmente erano concepiti principalmente per proteggere alcuni software dalla duplicazione pirata oppure semplicemente per hobby, ora lo sono per scopi dichiaratamente illegali ed economici. Secondo l'Fbi, ben l'84% del business negli Usa subisce l'aggressione di virus, programmi-spia ed altri programmi distruttivi.














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