Ci avevano promesso che avremmo visto i gol sul cellulare. Sulla base di questa ed altre promesse, gli operatori telefonici hanno speso migliaia di miliardi per acquisire le licenze dell'UMTS, il supertelefonino prossimo venturo. A loro volta, numerose società sportive hanno lanciato massicce campagne acquisti che contavano di ripagare con i proventi della trasmissione dei gol sui nuovi, rivoluzionari telefonini.
Ma pare che l'unica rete che vedremo sarà l'autogol tecnologico di questa promessa. Improvvisamente, infatti, le società telefoniche ammettono a denti stretti che il video sui telefonini UMTS non funzionerà come sbandierato.
Come segnalato dal prestigioso Financial Times, la Vodafone ha dichiarato che almeno per i primi anni la velocità di trasmissione sarà troppo bassa per permettere di diffondere video in tempo reale (il cosiddetto "video streaming"). In termini tecnici, la velocità garantita resterà ferma a 64 kilobit per secondo (kbps): addirittura inferiore al minimo previsto dagli standard internazionali, che richiedono 144 kbps. Soltanto in condizioni particolari (basso traffico, vicinanza a più di un ripetitore cellulare) potrà salire a livelli sufficienti a permettere i video.
La riprova ce la offre Internet: basta provare a scaricare un filmato qualsiasi. Se siete collegati a Internet tramite modem e telefono, la vostra velocità massima è circa 56 kbps, quindi vicina ai 64 promessi dai supercellulari. In queste condizioni, vedere un filmato in tempo reale (cioè senza scaricarlo prima, ma mentre lo state scaricando) è una raffinata forma di tortura: l'immagine procede a scatti ed è minuscola. Proprio quello che ci offriranno i nuovi cellulari.
Naturalmente se il video non si riceve bene in tempo reale, lo si può scaricare tutto pian piano e poi rivederlo in differita: tecnica in uso da tempo in Rete. Infatti i primi cellulari UMTS funzioneranno proprio così, con gli stessi tempi di scaricamento snervanti che aumentano all'aumentare del numero di utenti. Addio gol in diretta, dunque.
Pare proprio che nella generale ubriacatura di ipertecnologia si sia dimenticata una soluzione ben nota e affidabile per trasmettere filmati a tanti utenti senza problemi di affollamento: si chiama televisione.