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Tecnologie e Società

 

Per le aziende italiane la criminalità online è più pericolosa
28/03/2006

Azzurra Pici


Secondo una ricerca di Ibm le aziende italiane percepiscono la criminalità online come più pericolosa in termini di spesa di quella tradizionale.
Questa approfondita analisi ha irrevocabilmente sentenziato che il rischio del cybercrime connesso soprattutto alle vulnerabilità dei browser- cioè alle debolezze potenzialmente utilizzabili dai cybercriminali- è un incubo per gli imprenditori in Italia.

I risultati della ricerca portata avanti da Big Blu- che per mezzo di Braun Research ha intervistato tremila responsabili IT di 17 Paesi di cui otto europei- più della metà delle imprese è convinta che il crimine informatico abbia effetti per il business più dispendiosi di quello tradizionale.

Questo risultato è corroborato dalle voci di spesa per la sicurezza nel 2005: per l'Italia, il costo secondo Ibm è stato di 800 milioni di euro. Infine, sempre nel nostro Paese, la principale voce di costo relativa al cybercrimine (il 77% contro una media globale del 43%) è quella legata all'attività di investigazione necessaria a determinare quanto accaduto.














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