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Tecnologie e Società

 

Da cosa nascono i "flame"?
13/05/2006

Azzurra Pici


Come funziona il meccanismo delle flame wars? Questo è quanto si sono chiesti Nicholas Epley della Università di Chicago e Justin Kruger della New York University, i quali hanno deciso di intraprendere uno studio sul fenomeno, conducendo un esperimento congiunto i cui risultati sono stati appena pubblicati dal Journal of Personality and Social Psychology.

Una flame war è definibile come una serie di attacchi all'arma bianca verbale scambiati online a causa di opinioni divergenti su determinati argomenti. Un esempio di questo queste aggressioni verbali “digitali” è quella accesa per l’ultimo Macworld su Macchianera, popolare blog collettivo in rete.

Se da un lato ci sono dei veri e propri professionisti della flame war, dall’altro ci sono numerosi siti con mailing lists di utenti bannati o da bannare come ospiti sgraditi e sabotatori dell’ordinata e tranquilla community virtuale.

Epley e Kruger sono giunti alla conclusione secondo cui l’escalation di violenza verbale ha inizio quando non si comprende per intero il messaggio che si legge: una volta su due, infatti, viene mal interpretato il tono di una email o di un messaggio ricevuto. Questo è il vero problema che innesca una flame war e non solo: secondo i due ricercatori anche gli scontri tra colleghi di lavoro derivano dall’incomprensione del tono con cui vengono riferiti i messaggi.

Che immedesimarsi con umiltà nel punto di vista degli altri possa portare ad una convivenza pacifica tra persone di idee differenti? Anche in questo caso la Rete potrebbe costituire una valida metafora della vita reale…














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