NOEMA Home › NEWS
Tecnologie e Società

 

Mela contro mela
20/05/2006

Azzurra Pici


Ha preso il via il processo che vede Apple e i Beatles l’un contro gli altri. La vicenda affonda le sue radici negli anni ’80, quando Apple decise di prendere il suo attuale nome (Apple Corporation), lo stesso della casa di produzione dei "fab four" (Apple Corps) che tra l’altro usava il logo di una mela (una Granny Smith, per la precisione), già dal 1968.

I Beatles chiesero il cambio del marchio, accontentandosi di 80.000 dollari di risarcimento e strappando poi l’imposizione a Jobs di restare lontani dall'universo musicale, assumendosi l'impegno di non avere mai nulla a che fare col mondo dell’informatica.

In verità la storia ha dimostrato che per un'azienda informatica di altissimo livello oggigiorno è praticamente impossibile non avere nulla a che fare con la musica. Risultato: Apple ha già pagato 26 milioni di dollari quando il suo QuickTime assunse la capacità di “suonare”.

Proprio in questa occasione vennero fissati i paletti per stabilire le regole fondamentali della separazione degli ambiti dell’azienda e del gruppo.
La casa discografica dei Beatles ha avuto il permesso di operare nel settore dei beni e dei servizi usati per riprodurre, ascoltare e distribuire contenuti musicali, mentre ad Apple Corporation è stato specificatamente proibito distribuire “contenuti su media fisici”.
Ed è proprio su questo aspetto che- rivela il Times On Line- si focalizzerà la battaglia legale.

Apple cerca di dimostrare che iTunes è semplicemente un servizio che distribuisce dati e che l'iPod è un sistema di archiviazione dei dati. Apple Corps invece vuole dimostrare che la musica digitale e i sistemi usati per ascoltarla sarebbero una semplice evoluzione dei media fisici, Cd e cassette audio.

L'avvocato di Apple, Anthony Grabiner, prendendo la parola nel processo che oppone Cupertino alla casa discografica dei Beatles ha usato l'argomento che ci si attendeva: “iTunes è un semplice sistema di trasmissione dati e la tramissione dati non viola l'accordo del 1991 con Apple Corp.”, e ancora: “Nessuna persona con un minimo di senno potrebbe anche solo pensare che le 3,5 milioni di canzoni in vendita su iTunes Music Store sono state create da Apple Computer o che i loro diritti appartengano ad Apple Computer. E' ovvio che giungono da un largo numero di fornitori di contenuti ed è altrettanto ovvio che Apple non è l'origine o la fonte del contenuto”.














Cerca dentro NOEMA - Search inside NOEMA



Iscriviti! - Join!

 

RSS

 

Top