Anche se la tecnologia è abbastanza nuova, sono già 40 milioni i televisori a LCD che lo scorso anno, in tutto il mondo, sono stati rottamati, e si prevede che quelli buttati annualmente saranno circa 100 milioni entro il 2009. A questa cifra vanno poi aggiunti computer, telefoni cellulari e una miriade di altre apparecchiature che per i loro display adottano i cristalli liquidi.
Il fatto è che questi monitor contengono sostanze potenzialmente pericolose e che allo stato attuale non è disponibile alcuna metodologia di recupero e riciclo di questi materiali. Gli schermi a cristalli liquidi sono infatti formati da due fogli di materiale vetroso al cui interno è depositato un sottile film di materiale cristallino liquido, costituito da una miscela di 15-20 materiali differenti. La normativa dell’Unione Europea interdisce lo smaltimento in discarica di questi materiali e anche il loro incenerimento non appare sicuro.
Ora presso il Dipartimento di chimica dell’Università di York (http://www.york.ac.uk/) è stata messa a punto una tecnica per il recupero e il riciclaggio dei cristalli liquidi: “Abbiamo sviluppato una tecnologia – ha dichiarato Avtar Matharu, che ha diretto la ricerca – che offre un metodo pulito ed efficiente per recuperare la miscela di cristalli liquidi dagli apparecchi rottamati. Una volta estratta, la miscela di cristalli liquidi può essere recuperata, se uniforme, o separata nei suoi singoli composti e riciclata”.
La metà degli 1,7 milioni di sterline che sono stati necessari agli studi iniziali e che serviranno, in collaborazione con una serie di industrie, alla completa messa a punto della tecnologia è stata finanziata dal Ministero del commercio e dell’industria britannico (http://www.dti.gov.uk/). “Questa partnership – ha dichiarato il Ministro dell’industria britannico Lord Sainsbury – consentitrà all’industria britannica di assumere un ruolo di leadership a livello mondiale in questo settore.”