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Tecnologie e Società

 

Sicurezza per le nanotecnologie
19/11/2006

È necessario stimolare la ricerca per garantire nanoprodotti sicuri


In un articolo (Safe Handling of Nanotechnology) pubblicato sul numero odierno di Nature (http://www.nature.com/), quattordici dei maggiori esperti mondiali di nanotecnologie indicano cinque sfide che questo settore deve affrontare per assicurarsi adeguate prospettive di sviluppo. L’appello indica come requisito essenziale quello di garantire la sicurezza dal punto di vista ambientale e sanitario di questa tecnologia emergente.
“Lo scorso anno sono stati venduti in tutto il mondo più di 32 miliardi di prodotti contenenti nanomateriali – ha osservato Andrew Maynard, direttore del Project on Emerging Nanotechnologies (http://www.nanotechproject.org/) e primo firmatario dell’articolo – e, secondo le stime della Lux Research, entro il 2014 il valore delle merci che incorporano nanotecnologie arriverà ai 2600 miliardi di dollari. Se il pubblico perde la fiducia nella capacità dei committenti – istituzioni, mondo degli affari e comunità degli scienziati – di condurre una valida e sistematica ricerca sui possibili rischi, questo enorme potenziale delle nanotecnologie verà dissipato. I timori sui possibili danni di alcune nanotecnologie possono essere esagerati, ma non sono necessariamente infondati.”
Recenti studi sulla tossicità di nanomateriali ingegnerizzati in colture cellulari e in animali da esperimento hanno infatti mostrato che dimensioni, area superficiale, chimismo d’interfaccia, solubilità ed eventualmente anche forma hanno tutti un ruolo nel determinare o meno possibili danni.
L’articolo delinea “cinque grandi sfide” da superare per assicurare futuro e sicurezza alle nanotecnologie: 1. strumenti per valutare l’esposizione ambientale ai nanomateriali; 2. metodi per la valutazione della tossicità dei nanomateriali; 3. modelli predittivi dell’impatto dei nuovi nanomateriali ingegnerizzati; 4. metodologie per valutare l’impatto dei nanomateriali lungo tutto il loro arco di vita; 5. programmi strategici per lo sviluppo di una ricerca mirata sui rischi.
All’interno di questi obiettivi gli autori indicano obiettivi specifici e concreti, come lo sviluppo di un campionatore di aerosol universale per la misurazione della presenza in aria di nanomateriali, stabilire se la presenza per esempio di nanoparticelle a forma di fibra rappresenti uno specifico rischio sanitario e definire modalità per ingegnerizzare nanoparticelle “sicure fin dal progetto”.

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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