Il nuovo materiale potrebbe servire anche alla produzione di pelle artificiale sensibile al tatto
Un gruppo di ricercatori austriaci ha sviluppato un sensore ultrasottile che reagisce alla pressione e potrebbe essere utilizzato per tessuti sensibili. Il risultato è una ricaduta degli studi per indurre campi elettrici sufficientemente elevati all’interno di pellicole polimeriche condotti presso l’Università di Linz (http://www.jku.at/), e consente la creazione di transistor a film piatto, pensati in prima istanza per applicazioni in campo elettronico.
"Abbiamo applicato un foglio di propilene su trifluorotimidine (TFT), un materiale già usato per gli schermi piatti, su una base poliimmidica”, ha spiegato Siegfried Bauer, che ha diretto la ricerca. “Ma la cosa più importante è che il transistor commuta solo temporaneamente: se la pressione sullo strato di propilene diminuisce, il transistor torna al suo stato originario, una cosa che finora non si era mai riusciti a ottenere. Inoltre, l’intensità del segnale è proporzionale all’intensità della pressione esercitata.”
Le possibili applicazioni di questo nuovo materiale, i cui costi di produzione sono bassi, sono state studiate dai ricercatori austriaci in collaborazione con colleghi della Princeton University (http://www.princeton.edu/) e riguardano in primo luogo la produzione di indumenti interattivi. Un’altra possibile applicazione immediata è nel campo dei microfoni ultrasottili. In prospettiva, tuttavia, le applicazioni più interessanti potrebbero essere quelle nell’ambito della biomedicina: il particolare comportamento del nuovo materiale fa pensare all’integrazione in una pelle artificiale sensibile al tatto.