Colpito al cuore Digital Rights Management, il sistema di protezione digitale di Microsoft. Ma il colosso di Redmond continua a sostenere fermamente la piena efficacia del proprio sistema, almeno per la maggior parte delle persone.
Quando parlare, discutere e dibattere sui temi del ruolo e dell'effettiva utilità del diritto d'autore e del copyright online non basta a offrire servizi adeguati agli utenti, occorre alzare la voce. è quello che deve aver pensato Beale Screamer: questo lo pseudonimo dell'autore dell'ultimo programma in grado di bypassare le protezioni digitali sui file multimediali, naturalmente distribuito su Internet dall'autore.
In particolare questo urlatore è riuscito a trovare il modo di superare le barriere di codifica poste dal sistema Digital Rights Management (DRM) di Microsoft, che impedisce all'utente che scarica un file musicale dalla rete di copiarlo a proprio piacimento. In particolare chi rende disponibile il contenuto in formato digitale puo' decidere il tipo di restrizione da applicare scegliendo fra diverse opzioni: a tempo, ad utilizzo, per tipo di supporto su cui trasferire il file o combinazioni di questi fattori; sarà poi il DRM a provvedere ad una codifica dei dati in modo congruente alle esigenze espresse dall'autore.
Proprio sfruttando un punto di debolezza dell'algoritmo di codifica, Beale Screamer è riuscito a crackare il sistema di sicurezza di Microsoft, portando cosi' a due il numero di attacchi portati a termine con successo sino ad oggi.
Il fatto che il software incriminato non intacchi il codice di programmazione del software Microsoft, ma sfrutti semplicemente un punto di debolezza del sistema crittografico adottato, porta la società di Bill Gates a sostenere con fermezza l'assoluta ed attuale validità del proprio programma affermando inoltre che possibili debolezza del sistema erano già state previste all'origine e per questo il DRM era stato realizzato in modo tale da poter essere facilmente aggiornato a seguito di un attacco o della scoperta di una falla nel sistema.
DRM rimane quindi ancora un ottimo e perfettamente funzionante strumento di protezione digitale dalle frodi, grazie alla possibilità di essere aggiornato tempestivamente; tutt'al più - fa sapere Microsoft - qualche società che ha adottato il metodo di protezione potrà vedere temporaneamente i suoi file esposti al pericolo potenziale di duplicazione o di utilizzo illegale, ma l'efficacia del software per il futuro sarà comunque salvaguardata.
Rimane da capire se le società accetteranno di buon grado l'eventualità di un incremento della pirateria (seppur soltanto fino al successivo aggiornamento del DRM), avendo come garanzia e contropartita solo l'assicurazione della funzionalità ed efficacia del software rinsaldata dal superamento di una nuova falla.