Da rifiuto inquinante a guardiano degli orti
24/01/2007
Potrà proteggere a basso costo coltivazioni orticole e floricole
È una soluzione spray di colore scuro, formata da granuli di decine di micron di spessore (0.01-0.05 millimetri) dispersi in una resina biodegradabile, che può formare una pellicola di protezione su varie superfici. Il materiale innovativo, a base di aceto, è realizzato dall’Istituto di chimica e tecnologie dei polimeri (Ictp http://www.ictp.cnr.it/) del Cnr di Pozzuoli. Da pochi mesi è iniziata una collaborazione per l’utilizzo degli scarti provenienti dall’intero ciclo di lavorazione dell’aceto", spiega Mario Malinconico, coordinatore del progetto. "Questi scarti, che al momento vengono smaltiti come rifiuti speciali a costi elevatissimi, diventano un componente importante nei film e nei materiali compositi che vengono studiati presso l’Istituto del Cnr.”
Il rifiuto che si ottiene è un pannello solido composto essenzialmente di farine fossili, che servono per la filtrazione, di altri materiali utili alla chiarifica dell’aceto, come la bentonite, e di carbon fossile, la parte che lo rende scuro, che si utilizza normalmente per la colorazione. Con questi materiali possono essere ottenuti, insieme a polimeri riciclati, dei materiali compositi (tipo il vetroresina, ma ecologicamente sostenibili) con proprietà meccaniche interessanti. Inoltre, la loro natura particellare ne consente l’impiego in film a spruzzo per la protezione dalle erbe infestanti di coltivazioni orticole o floricole (ad es., floricultura in vaso e viticoltura, dove l'utilizzo dei film plastici tradizionali per la protezione è impedito dalla presenza del tronco e delle foglie).
La pellicola che si forma una volta che l'acqua è evaporata, pur essendo biodegradabile deve resistere, per il tempo necessario a procedere alla raccolta o al trapianto in vaso della pianta, all’attacco batterico e alle piogge, diventando biomassa solo dopo aver svolto la propria funzione di protezione. Questo comporta lo studio di processi chimico-fisici noti con il nome di reticolazione. La struttura della resina, in pratica, cambia quando raggiunge la forma di pellicola, diventando resistente all'acqua e ai batteri. Il cambiamento, però, non è irreversibile. Dopo un certo tempo, l'azione combinata di acqua, temperatura, e carica batterica, porta all'indebolimento della struttura e, quindi, alla perdita di integrità.