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Tecnologie e Società

 

Videogiochi nella bufera, ma è davvero tutto da buttare?
28/01/2007

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Le numerose recenti polemiche in merito alla violenza dei videogiochi hanno gettato forse un po' troppo nel buio un passatempo (e non solo...) così piacevole ed importante della vita dei più e meno giovani. Ma lo scenario è davvero così buio come appare dagli articoli apparsi ultimamente sulla stampa? Ne abbiamo parlato con Marco Accordi Rickards, direttore editoriale di Idra Editing, punto di riferimento per il gaming italiano e tra i primi a levare voci di protesta contro la demonizzazione dei videogames tramite una lettera aperta a Panorama. Un quadro a 360° del fenomeno gaming, dalle polemiche alle console, passando per i giochi più significativi degli ultimi tempi senza tralasciare curiosità ed aneddoti.

Vi lascio quindi all'intervista condotta in coppia con Data Manager Online http://www.datamanager.it/articoli.php?idricercato=17982).

1. Microsoft, sull'XBox360, ha implementato, oltre ai simboli della classificazione PEGI (http://www.pegi.info/) applicata ai giochi, un sistema di "blocco" del gioco da parte dei genitori: possono decidere i giochi online e offline a cui possono accedere i figli, impostare i livelli di protezione per giochi DVD e Xbox Live e utilizza un codice di accesso per proteggere le impostazioni salvate.
Non credi che questa soluzione, molto poco pubblicizzata, possa essere applicata in larga scala?

Certo, questo espediente (che non rappresenta nulla di nuovo: il concetto è lo stesso di qualsiasi programma che filtra i contenuti web) può aiutare i genitori, ma non credo che si tratti di una soluzione utile su larga scala. Quanti sono i genitori in grado di trafficare con la console e impostare le restrizioni? E quanti sono in grado di capire realmente cosa sia da bloccare? La risposta che ho in mente è una sola: pochissimi. Per di più sono certo che si tratterebbe proprio di quelle famiglie nelle quali il sistema è inutile, perché dove c’è informazione e conoscenza intorno al videogioco, è molto facile educare i ragazzi a un sano e corretto utilizzo dello stesso. Senza blocchi.

2. Nintendo Wii. Se ne fa un gran parlare in ogni dove; secondo te l'avvento di questa console potrebbe portare gente nuova e diversa nel mondo dei vg?
Non direi “potrebbe portare”, quanto “la sta portando”. E in maniera massiccia. Credo che Nintendo, prima con la sua ultima console portatile, il DS lite, e adesso con il Wii, abbia centrato il cuore del problema: l’interfaccia. I videogiochi, durante la loro evoluzione, si erano eccessivamente complicati, sviluppando interfacce ostiche, vere e proprie barriere per chiunque non sia già pratico di essi o non possieda contemporaneamente un’ottima manualità e tanta voglia di applicarsi ai videogiochi. Vi faccio un esempio: Pong, uno dei primi videogiochi della storia, simulava il tennis. Due segmenti ai lati dello schermo erano le racchette e un minuscolo quadratino rappresentava la palla. Il giocatore doveva solo spostare su e giù la racchetta per intercettare la palla e mandarla verso l’avversario. Chiunque, dopo un minuto o poco più, poteva capire il meccanismo e giocare. Un qualsiasi gioco di tennis attualmente in commercio, invece, richiede di utilizzare un pad assai complesso: una leva analogica, tasti dorsali e diversi altri bottoni da premere. Certo, la grafica è fotorealistica, il sonoro paragonabile a quello di una vera partita, i colpi realizzabili di molteplici tipi, però… quanti possibili giocatori vengono tagliati fuori? Moltissimi. Con il Wii, Nintendo è riuscita ad abbattere il muro dei “controlli impossibili”: il tennis di Wii Sports è un autentico capolavoro. Si impugna il telecomando della console come fosse il manico della racchetta e si imitano i movimenti che si farebbero sul campo. Senza mai dover premere neppure un tasto e senza muovere leve. Chiunque può immediatamente giocare e divertirsi: è più facile di Pong.

Non è un caso, del resto, che DS e Wii stiano spopolando in tutto il mondo. La classifica dei dati di vendita giapponesi della scorsa settimana (8-14 gennaio, fonte: l’istituto di analisi Media Create) è indicativa (e segue trend validi da oltre un anno): Nintendo Wii 93.708, Nintendo DS Lite 89.287, PSP 48.804, PlayStation 3 25.531, PlayStation 2 22.663, Xbox 360 9.035.
Se pensiamo al fatto che oltre il 40% dei nuovi acquirenti delle console Nintendo sono donne, è chiaro quanto il DS e il Wii stiano aprendo nuovi mercati, creando nuovi videogiocatori.

3. Situazione console: "Microsoft xBox 360, Sony Playstation 3 che in Europa esce a marzo e Nintendo Wii appena uscita: la guerra delle vendite è quindi in pieno svolgimento. Wii si salva essendo rivolta ad un pubblico diverso, costa meno ed è meno potente. Quindi rimangono le prime due: la Ps3 dovrebbe essere più potente ma parte svantaggiata di un anno"... queste le impressioni di un patito di videogames. Le tue impressioni?
Nella “console war” (la guerra a chi vende più macchine da gioco) c’è una grande regola da ricordare: non è vero che alcuni sistemi non sarebbero in competizione con altri. La verità è che si tratta sempre di console, e vince chi riesce a far comprare la propria: i soldi nei portafogli sono limitati e spesso ci si accontenta di avere un solo sistema in casa, quindi è un tutti contro tutti bello e buono. Attualmente la battaglia è ancora aperta, ma già si intravedono alcuni scenari. Microsoft non è partita in modo travolgente, complice la mancanza di una vera killer application (un gioco capace di far vendere la console, come fu Halo al tempo del lancio della vecchia Xbox), ma ha avuto dalla sua il vantaggio di un lancio anticipato di un anno rispetto alla concorrenza e adesso, mentre PS3 e Wii devono faticosamente mettere in piedi una collezione di videogiochi validi, può beneficiare di tantissimi capolavori. Partire a + 10 milioni di pezzi (o quasi) rispetto ai rivali non è male, e se la casa di Redmond riuscirà a mantenere una posizione dominante nella sua roccaforte, gli USA (il primo mercato videoludico mondiale), potrà certamente ottenere grandi risultati.

Nintendo è la wild card di questa generazione: il Wii sembra aver conquistato il cuore di giocatori e non giocatori, ed è esaurito un po’ ovunque. Anche qui c’è un sé: Nintendo dovrà dimostrare agli utenti e agli altri sviluppatori di videogiochi che ci sono titoli più complessi da realizzare rispetto a semplici collezioni di simpatici mini-game da festa. Se si arriverà a un’autentica varietà nel software disponibile e non vi saranno periodi di “vuoto cosmico” senza uscite di nuovi titoli, il Wii potrebbe davvero esplodere e persino chiudere l’odierna console war al primo posto, forte della sua posizione dominante nel cruciale mercato del Giappone.

La società più in affanno è paradossalmente la Sony, con la sua PlayStation 3 che, accolta freddamente da molta della stampa e incapace di registrare gli attesi record di vendite al lancio, rimane l’oggetto misterioso del momento. La PS3 costa molto (500 o 600 euro contro i 300 o 400 di Xbox 360 e i 260 di Wii) e deve ancora dimostrare con chiarezza di saper sfruttare le sue immense potenzialità. Non c’è dubbio che sia una macchina straordinaria a livello tecnologico, ma questo non basta e sono molte le scommesse che Sony deve vincere per ripetere il successo ottenuto nelle due scorse generazioni. Il formato Blu-Ray deve imporsi come reale successore del DVD; il servizio online deve rivelarsi all’altezza dell’eccellente Xbox Live di Microsoft; devono arrivare grandi esclusive; ecc.

Concludo con una previsione: un mercato diviso in maniera meno sbilanciata rispetto al passato con Nintendo in posizione di leader, Microsoft in crescita e Sony che ha perso terreno. Per noi giocatori, in fondo, una sana concorrenza è assolutamente positiva, quindi...

4. N-Joy (http://www.n-joy.it/) un grande successo nel 2005, GameCon nel 2006 (http://www.gamecon.it/). Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2007?
Un ulteriore passo avanti ma sempre restando con i piedi per terra e mantenendo tutta l’umiltà che occorre avere in questi casi. La sfida per creare un salone del gioco e del videogioco che sia centrale per i tanti giocatori italiani e per l’industria è molto ardua, e la strada da percorrere è lunga. Ovviamente abbiamo già iniziato a lavorare per GAMECON 2007 e possiamo garantire fin d’ora che ci saranno diverse gradite sorprese. In particolare vorremmo mettere sotto i riflettori gli sviluppatori italiani, per dimostrare che anche da noi esistono gruppi talentuosi capaci di sfornare titoli competitivi e interessanti. Oltre a questo continueremo a puntare su tornei, dimostrazioni e incontri, perché in una fiera ludica… ci si deve divertire!

GAMECON, inoltre, farà presto capolino all’interno della nona edizione di Napoli COMICON, il Salone Internazionale del Fumetto e dell’Animazione che si terrà il 27, 28 e 29 aprile nelle sale di Castel Sant’Elmo, nel capoluogo campano. Oltre a presentare un evento che unisce videogiochi e fumetti, GAMECON presenterà il Comicon Cosplay Challenge, una straordinaria sfilata competitiva di ragazze e ragazzi vestiti da personaggi di fumetti, cartoni animati e videogiochi organizzata dal portale fantasy Wings of Magic (www.wingsofmagic.it) e dal gruppo AnimeBoarders.

5. Abbiamo seguito la vicenda di Rule of Rose e letto la tua lettera a Panorama. Hai definito Rule of Rose come "un men che mediocre gioco horror giapponese, uscito quasi un anno addietro nel più completo disinteresse del pubblico e della critica", ma nonostante il pensiero di molti si affianchi al tuo le polemiche sono state molte. Nel corso del GameCon a dicembre è stata organizzata una tavola rotonda denominata Arancia Elettronica, con il fine di esplorare il rapporto tra violenza e videogioco. Risultati?
Arancia Elettronica è stato uno degli eventi più seguiti di GameCon, con la sala incontri gremita di spettatori. Questo fa capire che i videogiocatori sono davvero stufi di sentir dire nonsensi e hanno voglia di vivere momenti in cui fare quadrato e dire: “Eccoci, siamo qui. E siamo persone normalissime”. Che i crociati e gli inquisitori prendano nota, perché non siamo più disposti a tollerare attacchi fondati sulla disinformazione e l’ignoranza. Giocate di più e parlate di meno.

6. Su Everyeye.it hai collaborato al sondaggio che "eleggerà i migliori titoli dell'anno solare che sta per concludersi" (2006).
Previsioni?

Difficile prevedere il voto dei videogiocatori... Posso però menzionare due titoli totalmente diversi tra loro che a mio avviso meritano un posto d’onore: Gears of War (Epic/Microsoft Game Studios, per Xbox 360), un fantahorror d’azione molto adulto e cinematografico, semplicemente strepitoso, e Wii Sports, il geniale e semplicissimo multievento sportivo di Nintendo per Wii. Due videogiochi capolavoro espressioni di due opposte filosofie, due strade altrettanto valide e legittime di intendere i videogiochi di qualità.

7. Phil Harrison President of Worldwide Studios di Sony, riferendosi alla PS3 ha affermato ai microfoni di MTV: "Nessuno sarà mai in grado di sfruttarne il 100% delle risorse". Pensi che si siano dati la zappa sui piedi, o è un abile mossa di mercato?
Phil Harrison, pur esprimendosi con un’iperbole, sottolinea un fatto importante: la PlayStation 3 è una macchina molto potente e allo stesso tempo molto difficile da comprendere a fondo e sfruttare. Me lo confermava pochi giorni fa Yoshiki Okamoto, leggendario creatore di videogiochi dietro a titoli quali Gyruss, Time Pilot, Street Fighter II e Resident Evil. Nel corso dell’intervista che stavo raccogliendo per il mensile PSM, il Maestro mi ha rivelato quanto sia stato arduo completare Genji II su PS3, nonostante l’ottimo supporto di Sony. Pensate che il primo gioco della serie, sviluppato su PS2, ha richiesto 6 mesi di lavoro, mentre il sequel su PlayStation 3 (peraltro qualitativamente inferiore, nonostante una bellissima grafica) ha assorbito il triplo del tempo.

Credo comunque che, nonostante le difficoltà, i team più abili riusciranno da qui a tre anni a sfruttare almeno il 90% delle potenzialità della macchina. E allora ci sarà da divertirsi!

8. Che tipo di persone sono attratte da GameCon?
Tutte. Il gioco davvero non ha età. Pensiamo agli scacchi, a un war game con miniature o a un complesso videogioco... per non parlare di tutti i giochi per i più piccoli. Fino a 99 anni e oltre. Perché è quando smetti di giocare che diventi vecchio.

9. Quali sono i tuoi tre giochi preferiti, e quali pensi che manterranno vivo l'interesse dei giocatori per più a lungo?
Ammetto di non essere in grado di rispondere alla seconda parte della domanda, ma posso volentieri ricordare tre dei miei giochi preferiti di tutti i tempi. Il primo è UFO: Enemy Unknown, uno strategico a turni in cui il giocatore impersonava l’organizzazione X-COM, dedita a combattere un’invasione aliena della Terra. Grande atmosfera, giocabilità perfetta e colpi di scena assicurati fanno di questo gioco un classico senza tempo. Come secondo titolo direi Half-Life, l’esempio ancora oggi più fulgido e incredibile di come il videogioco può interpretare davvero il concetto di “film interattivo”: non mi sono mai sentito così “dentro” a un gioco! Invece di dire un terzo gioco singolo, raggruppo tutte le vecchie avventure testuali della Infocom, massima espressione di un tipo di gioco che purtroppo non esiste più: le avventure solo testuali. Erano veri romanzi interattivi, privi di grafica e sonoro. Tu leggevi la storia, spesso scritta da bravissimi autori (ricordo il grande umorista inglese Douglas Adams ne La Guida Galattica per Autostoppisti) e interagivi digitando l’azione da far compiere al protagonista. Erano giochi intelligenti e molto stimolanti.

10. La notizia si è diffusa rapidamente il 17 gennaio scorso: Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Ue, con delega a Giustizia libertà e sicurezza, ha annunciato, da Dresda durante il Consiglio informale dei ministri Ue della Giustizia e degli Interni, più controlli e punizioni a chi vende videogiochi violenti ai minori e pressing per la cessazione della produzione. A marzo sarà organizzato un forum europeo dalla Commissione Europea che vedrà partecipi gli inventori e i rappresentanti delle principali aziende tirate in causa e le associazioni per la tutela dei bambini. È un passo avanti verso la risoluzione o un divieto che creerà ulteriore malcontento?
Finché si parla di evitare che vengano venduti giochi vietati ai minori a chi non ha l’età per acquistarli sono d’accordo, l’importante è che non si passi a voler intervenire sui contenuti dei videogiochi stessi. I giochi violenti o comunque adulti devono esistere, ma ovviamente non devono finire nelle mani dei minori. Proprio come un film o un romanzo.

Parlando del vicepresidente Franco Frattini, vorrei comunque ricordare che a novembre, durante la tempesta Rule of Rose, aveva scritto una lettera aperta a tutti i Ministri degli Interni delle nazioni dell’Unione Europea sollecitando maggiori controlli sulla violenza nei videogiochi. Be’, poco dopo era stato rimproverato dal Presidente della Commissione Europea Società dell'Informazione e Media, Viviane Reding. L’accusa? Un ingiustificato allarmismo. Credo che ciò debba far riflettere...

11. I MMORPG stanno diventando dei veri e propri fenomeni di massa: siamo arrivati all'apice della popolarità per questo genere o c'è ancora spazio di crescita? Perché?
World of Warcraft, il MMORPG più popolare di tutti i tempi, ha superato gli 8 milioni di utenti iscritti... e non accenna a rallentare! Quanto spazio c’è ancora per questo genere di giochi? Sicuramente molto, ma occorre restare coi piedi per terra, perché le prime stime fatte, ormai molti anni fa, si sono rivelate completamente errate, profetizzando svariate decine di milioni di giocatori. Uno dei problemi di questi titoli è che chi gioca a un MMORPG difficilmente ne utilizza contemporaneamente un altro... e si può andare avanti a giocare per mesi e anni.

12. In Asia esistono gamer professionisi che hanno lo status dei calciatori in Italia: pensi che questo fenomeno sbarcherà anche in Europa o rimarrà solo una delle tante curiosità che rendono l'estremo oriente tanto affascinante?
Il fenomeno non è proprio soltanto dell’Asia, sebbene la Corea sia indiscutibilmente la nazione del gioco online per eccellenza. In America ci sono giocatori professionisti con tanto di team e sponsor che vivono (da ricchi, sia chiaro) solo di videogiochi, con tanto di fan in tripudio. Anche in Europa qualcosa c’è, e a GameCon abbiamo avuto due ospiti d’eccezione, i gemelli tedeschi Daniel e Dennis Schellase, detentori del titolo di Campioni del Mondo di FIFA 2006. Credo che solo nell’ultimo anno abbiamo vinto oltre duecentomila euro giocando a pallone virtuale. Non male, non trovate?

13. Sembra diffondersi la necessità di "staccare la spina" per qualche periodo di vacanza lontano da tutto ciò che di tecnolgico possa esserci; molti si rifugiano in isole tropicali non raggiungibili nemmeno telefonicamente... È una bisogno che ti è capitato di provare?
No, spiacente! Sono un cittadino della peggior specie e, pur amando viaggiare, preferisco sempre avere un pezzo di tecnologia con me!

14. Fai parte nei nostalgici che una tantum scappa una partitina a Snake o a altro gioco datato?
Sì, mi piace molto il retrogaming, ma non come fenomeno legato al collezionismo o solo come espressione di nostalgia... I vecchi giochi vanno studiati e provati perché lì sta la cultura del videogioco, la sua storia ultratrentennale. Senza conoscere i vari Pac-Man, Donkey Kong e Space Invaders come si possono capire i videogiochi di oggi?

Però devo ammettere che, se penso alla mia vecchia Intellivision di Mattel (sì, quelli delle Barbie!), mi scappa quasi una lacrimuccia...

15. Marco, oltre all'evidente passione per i videogame, ha qualche altro hobby nascosto?
Moltissimi... e sapete qual è la cosa che mi fa ridere? Che sono tutti gli hobby demonizzati! Mi piace la musica heavy metal (da qui viene la mia firma Metalmark), adoro i giochi di ruolo, gli horror e la fantascienza. In pratica, secondo i benpensanti e i moderni censori, dovrei essere un serial killer satanista che organizza riti orgiastici e suicidi di massa, invece sono un padre di famiglia con una bellissima bimba di 3 anni e mezzo, Mila!

a cura di Alessandra Christille per pc-facile.com e Loris Bellè per Datamanager.it
Si ringrazia Marco per la disponibilità.

Tratto da PC-Facile

http://www.pc-facile.com/














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