Piccole e sottilissime bolle possono mimare il comportamento dei computer
Piccole e sottilissime bolle possono mimare il comportamento dei computer. La scoperta – pubblicata sul numero odierno di Science (http://www.sciencemag.org/) – è dovuta a ricercatori del Centro per i bit e gli atomi del MIT (http://lescienze.espresso.repubblica.it/), che hanno messo a punto un’apparecchiatura a microfluidi che è in grado di svolgere i processi di controllo dell’informazione che normalmente sono affidati a microprocessori tradizionali, eseguendo al contempo reazioni chimiche.
In questo modo, osservano i ricercatori, sarà possibile arrivare a veri e propri laboratori biochimici “su un chip”: essi sono riusciti a creare piccoli chip sui quali nanolitri di fluidi scorrono da una parte all’altra del chip, subendo nelle diverse parti reazioni chimiche controllate che rimpiazzano i tradizionali test in provetta. Nell’articolo viene descritto come il sistema possegga tutti gli elementi necessari a una “nuova logica”: porte, memorie, amplificatori, oscillatori. La velocità di elaborazione è mille volte inferiore a quella di un microprocessore standard, ma cento volte più veloce di qualsiasi sistema che lavori con microfluidi sfruttando valvole e sistemi di controllo esterni.
"La nostra logica a bolle immerge una nell’altra chimica e computazione, consentendo a un bit digitale di trasportare un contenuto chimico. Finora invece c’era una netta distinzione fra i materiali di una reazione e il meccanismo che li controlla”, ha detto Neil Gershenfeld, uno degli autori della ricerca.
Quella ai sistemi di controllo delle reazioni chimiche sarà verosimilmente la prima applicazione di questi chip, ma secondo i ricercatori sarà possibile creare sistemi a microfluidi su larga scala, utilizzabili come memorie chimiche, capaci di immagazzinare migliaia di reagenti su un solo chip (come una memoria di computer), utilizzando i suoi contatori per dispensarne quantità esatte e i circuiti logici per destinarli a specifici compiti. (gg)