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Tecnologie e Società

 

Il codice dei codici
24/02/2007

Gianbruno Guerrerio

Scoperto nel genoma un “codice parallelo”

Confrontato con ipotetiche alternative, il metodo di codifica reale del DNA è decisamente uno dei migliori possibili

Ci sarebbe un altro codice nascosto all’interno del codice genetico, almeno così sembra sulla base di uno studio svolto da ricercatori del Weizmann Institute di Rehovot (http://lescienze.espresso.repubblica.it/), in Israele, i cui risultati sono pubblicati sulla versione on line di Genome Research (http://www.genome.org/).

Il codice genetico è formato da 61 codoni – sequenze di DNA formate da tre nucleotidi – che codificano per 20 amminoacidi, i mattoni costitutivi delle proteine. Inoltre tre codoni servono per segnalare il comando di arresto nella sintesi di una proteina quando questa è stata completata. Accanto a questa ben nota funzione, alcune sequenze di DNA sembrano codificare segnali funzionali relativi al ripiegamento, allo splicing e ad altre attività di regolazione.

Confrontato il tipo di codifica utilizzato nel DNA con altre ipotetiche alternative, i ricercatori israeliani hanno dimostrato non solo che esso supera la stragrande maggioranza delle possibili codifiche concorrenti in quanto a capacità di veicolare altre informazioni oltre a quelle relative alle proteine, ma che esso consente anche di ottenere il più rapido segnale di stop quando nella sintesi di una proteina si verifichi un errore, aiutando così la cellula a risparmiare energia e risorse.

"Riteniamo – ha detto Shalev Itzkovitz, uno degli autori dell’articolo – che la capacità di veicolare codici paralleli, informazioni che vanno cioè al di là del codice per le proteine, possa essere un effetto della selezione volto a evitare la sintesi di proteine aberranti. Questi codici paralleli sono stati probabilmente sfruttati nel corso dell’evoluzione per consentire ai geni di supportare un ampio spettro di segnali utili a regolare e modificare i processi biologici della cellula.

E ha concluso: ”Questi risultati potranno essere utili per cercare di identificare le sequenze di DNA che regolano l’espressione e le funzioni del genoma, molte delle quali risiedono in regioni non codificanti per proteine."

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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