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Tecnologie e Società

 

Aria "profumata" d'idrogeno
22/04/2007

Le nuove celle a combustibille potrebbero in futuro alimentare apparecchiature elettroniche a bassa potenza.

Aria "profumata" d'idrogeno: in futuro potrebbe forse bastare questo a un nuovo tipo di cella a combustibile per alimentare molte apparecchiature elettroniche a bassa potenza. La cella è costituita da due elettrodi rivestiti da particolari enzimi, della famiglia delle idrogenasi, posti all'interno di un contenitore riempito con normale aria addizionata con un tre per cento di idrogeno, vale a dire un punto percentuale al di sotto della concentrazione a cui diventa reale il rischio di esplosione.

La ricerca ha dimostrato per la prima volta che è possibile generare elettricità da livelli così bassi di idrogeno nell'aria. Il prototipo di questa cella a combustibile costruito dai ricercatori produce una quantità di elettricità giusto sufficiente ad alimentare un orologio da polso, ma secondo Fraser Armstrong - che ha presentato il suo lavoro al convegno annuale della  American Chemical Society (http://www.chemistry.org/) in corso a Chicago - il sistema, per quanto ancora lontano da un suo possibile sviluppo commerciale, ­ha dimostrato di avera la potenzialità per alimentare, in prospettiva, tutte le apparecchiature elettroniche a bassa potenza. (gg)
La nuova cella a biocombustibile utilizza enzimi ricavati da Ralstonia metallidurans, un batterio molto antico, forse addirittura una delle prime forme di vita apparsa sulla Terra, che è sopravvissuto all'atmosfera povera di ossigeno di 2,5 miliardi di anni fa grazie alla sua capacità di metabolizzare l'idrogeno.

Ora Armstrong - che sta testando anche enzimi ricavati da altri batteri - intende studiare come nel tempo il sito attivo della idrogenasi di R. metallidurans abbia sviluppato la capacità di resistere all'azione dell'ossigeno quando l'atmosfera del pianeta si è modificata, in modo da riuscire ad allungare, applicando queste conoscenze alla cella a combustibile, il tempo di erogazione di energia.

Uno dei vantaggi di questo tipo di cella a combustibile sarebbe quello di non richiedere il ricorso al platino, il catalizzatore più comunemente utilizzato per realizzare questo tipo di reazioni, che ha lo svantaggio di essere molto costoso e di venire facilmente inattivato dal monossido di carbonio che può essere presente come impurità nell'idrogeno prodotto industrialmente. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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