Foreste tropicali, condizionatori d'aria del pianeta
05/05/2007
Gianbruno Guerrerio
Grazie all'intensa evaporazione concorrono attivamente alla formazione di nubi che, riflettendo la radiazione solare, frenano il riscaldamento globale
La piantumazione di alberi e la protezione dei boschi può contribuire, com'è noto, alla cattura e immobilizzazione del biossido di carbonio atmosferico, ma un nuovo studio condotto da ricercatori della Carnegie Institution (http://www.carnegieinstitution.org/) e del Lawrence Livermore National Laboratory (http://www.llnl.gov/) suggerisce che l'impatto delle foreste sulla lotta al riscaldamento globale dipenda in misura notevole dalla loro posizione geografica.
Il loro lavoro ha simulato gli effetti di una deforestazione su larga scala, valutando gli effetti climatici positivi o negativi di una vasta copertura arborea alle diverse latitudini. Il risultato, pubblicato on line sull'edizione di questa settimana dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS, http://www.pnas.org/), indica l'importanza di proteggere e ampliare in primo luogo le foreste tropicali.
"Le foreste tropicali sono una sorta di condizionatore d'aria del pianeta", ha detto Ken Caldeira, uno degli autori dello studio. "L'assorbimento del biossido di carbonio è solo metà della storia. Noi abbiamo preso in esame anche quanto la copertura forestale contribuisce a riflettere la luce solare attraverso la formazione di nubi o, nel caso delle foreste boreali, ad assorbirla ombreggiando la tundra innevata."
Le foreste delle fredde regioni subpolari lasciano evaporare meno acqua e contribuiscono in misura minore alla formazione di nubi, tanto che alla fine dei conti l'effetto dell'assorbimento di calore che inducono è superiore a quello dell'assorbimento di carbonio. Questo non significa, sottolinea però Caldeira, che sarebbe utile disboscare le foreste del Nord: "Non ha senso distruggere ecosistemi in nome della salvezza degli ecosistemi". Piuttosto, è necessario aumentare le superfici forestate nelle aree equatoriali e tropicali, che attraverso un meccanismo di accelerazione del ciclo dell'acqua sono in grado di contribuire significativamente alla formazione di una copertura nuvolosa.