Grandi spese e poca informatica per la sanità USA
21/05/2007
Bassi in rapporto alle spese i livelli di qualità, accesso, efficienza, equità e risultati delle cure.
Mentre i serial televisivi che mostrano i medici americani pronti a risolvere con efficienza i casi più disperati macinano record di ascolti, negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per la qualità del servizio sanitario.
Un rapporto del Commonwealth Fund (http://www.cmwf.org/), fondazione privata senza fini di lucro, ha posto a confronto qualità, accesso alle cure, efficienza, equità ed esiti dei sistemi sanitari di sei paesi industrializzati (Australia, Canada, Germania, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e USA) ha messo in evidenza che, se sul piano di alcuni programmi di prevenzione gli Stati Uniti hanno una buona politica, per gli altri aspetti il paese si pone in fondo alla classifica. E questo nonostante la spesa pro capite per la salute sia più del doppio di quella della media dei paesi OCSE (6102 dollari contro 2571 nel 2004).
"Da questi studi emerge come gli Stati Uniti siano l'unica fra le nazioni considerate che non assicuri un accesso alla sanità attraverso una copertura universale", ha osservato Karen Davis, presidente del Commonwealth Fund. "Il nostro fallimento nell'offrire un'assicurazione sanitaria a tutti e a garantire un rapporto stabile e duraturo fra medici e pazienti si manifesta in un livello basso di qualità, accesso, efficienza, equità e risultati delle cure. Considerate le significative risorse che devolviamo alla sanità, dovremmo aspettarci un sistema sanitario migliore e con prestazioni più elevate."
In particolare dal punto di vista della qualità gli Stati Uniti si pongono al quinto posto fra le sei nazioni considerate. Solo l'84% dei pazienti ha un medico di famiglia, contro il 92-97% degli altri paesi. Inoltre, il 61 % dei pazienti ha trovato incontrato problemi anche notevoli per ottenere le prestazioni necessario di notte e nei week-end, contro il 25% - 59% dei cittadini degli altri paesi.
Per quanto riguarda le prestazioni erogate nell'ambito di un pronto soccorso, ben il 26% di esse riguardava casi che avrebbero potuto essere trattati dal medico di famiglia, se i pazienti ne avessero avuto uno. Negli altri paesi questa percentuale oscillava fra il 6% e il 21%.
Infine, anche sul fronte dell'informatizzazione del sistema sanitario pare che gli Stati Uniti siano molto meno avanti di quanto spesso ritenuto, tanto da porla in quinta posizione sui sei paesi interessati. L'informatizzazione interessa infatti il 19% delle pratiche a fronte di una percentuale che nelle altre nazioni varia fra l'8% e l'87%. (gg)