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Tecnologie e Società

 

Un biocomputer al servizio della salute
27/05/2007

Gli input per questi biocomputer endocellulari sono RNA, proteine e composti chimici presenti nel citoplasma.

Ricercatori delle Università di Harvard (http://www.harvard.edu/) e di Princeton (http://www.princeton.edu/main/) hanno fatto decisivi passi in avanti verso la produzione di un biocomputer impiantabile per il monitoraggio delle attività e delle caratteristiche cellulari umane. Questo "medico biologico" come lo hanno chiamato i ricercatori, è fatto interamente di molecole di DNA, RNA e proteine, e potrebbe rivoluzionare la medicina dirigendo le terapie esclusivamente verso le cellule e i tessuti malati. Questa almeno è la speranza che i ricercatori esprimono nell'articolo su "Nature Biotechnology" in cui riferiscono i risultati della loro ricerca.

"Ogni cellula umana possiede già tutti gli strumenti necessari a costruire da sé questi biocomputer" dice Yaakov (Kobi) Benenson, che ha partecipato allo studio. "Tutto ciò che dobbiamo fornire è una ‘bozza' della macchina, la nostra biologia farà il resto. Le vostre cellule costruiranno la macchina per voi."

Attraverso il calcolo di opportune equazioni booleane all'interno della cellula, questi automi molecolari dovrebbero essere in grado di valutare la presenza di qualsiasi cosa provenga da un gene mutante eventualmente presente. L'input per questi biocomputer è costituito da RNA, proteine e composti chimici presenti nel citoplasma; l'output, da molecole-spia che siano facilmente rilevabili attraverso semplici esami di laboratorio.

"Attualmente non disponiamo di strumenti per leggere direttamente i segnali cellulari - prosegue Benenson - ma questi biocomputer possono tradurre marcatori cellulari complessi in output facilmente rilevabili. Essi potrebbero essere anche programmati in modo da tradurre questi output direttamente in azioni concrete, marcando per esempio le cellule in modo che il medico possa identificarle o dirigere su di esse l'azione terapeutica."

Per ora Benenson e colleghi hanno dimostrato che i biocomputer possono funzionare nelle cellule renali in coltura. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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