NOEMA Home › NEWS
Tecnologie e Società

 

Ci sono già stato?
22/06/2007

Una rete di neuroni nel giro dentato è cruciale per il riconoscimento rapido e per la "amplificazione" delle piccole differenze che rendono unico un posto.

Al giorno d'oggi, in cui ci si sposta rapidamente in tutto il mondo per trovarsi spesso in quelli che sono stati chiamati "non-luoghi" - alberghi, centri commerciali, e altri ambienti dall'aspetto molto simile uno all'altro in virtù di una standardizzazione spinta - rispondere a questa domanda può essere difficile, eppure il nostro cervello dispone di un apposito sistema di riconoscimento per distinguere rapidamente luoghi apparentemente simili, ma distinti.

Lo hanno scoperto ricercatori dell'Università di Bristol (http://www.bris.ac.uk/) e del Massachusetts Institute of Technology (MIT, http://web.mit.edu/) che sull'ultimo numero di "Science" illustrano la loro ricerca, utile in prospettiva anche per il trattamento di quei fenomeni di confusione e disorientamento che colpiscono con una certa frequenza le persone anziane.
La formazione delle memorie relative ai luoghi e ai contesti in cui si verificano gli avvenimenti coinvolge l'ippocampo e in particolare - come ha dimostrato tempo addietro il premio Nobel Susumu Tonegawa - il giro dentato e le aree CA1 e CA3. Ora Matthew Jones e Thomas McHugh hanno dimostrato che la fase di apprendimento legata al giro dentato è cruciale nel riconoscimento rapido e nella "amplificazione" di quelle piccole differenze che fanno unico un posto.

"Ogni secondo prendiamo decisioni su quello che è il migliore comportamento in un certo luogo dello spazio e del tempo. Per farlo, il nostro sistema nervoso deve utilizzare un sistema rapido molto efficiente di riconoscimento e apprendimento dei cambiamento nell'ambiente", osserva Jones. "Questo lavoro dimostra che una particolare molecola proteica di segnalazione, il recettore NMDA, ha all'interno di una particolare rete di neuroni, quella formata dalle cellule granulari del giro dentato dell'ippocampo, un ruolo essenziale, e può forse aprire la strada a terapie per alcuni disturbi dell'apprendimento e del comportamento."

I ricercatori ritengono che un particolare insieme di neuroni si attivi per fornire una sorta di impronta digitale di ogni nuovo ambiente che si incontra. La volta successiva in cui ci troviamo in quel posto, quello stesso gruppo di neuroni si riattiva, segnalandoci che in quel luogo ci siamo già stati e che non è necessario "riapprendere la strada di casa". Posti molto simili possono però attivare impronte digitali più o meno sovrapposte, lasciando spazio a una sensazione di confusione qualora i neuroni interessati non siano calibrati in maniera sufficientemente precisa. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














Cerca dentro NOEMA - Search inside NOEMA



Iscriviti! - Join!

 

RSS

 

Top