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Tecnologie e Società

 

Volatili sempre più a rischio
30/06/2007

Anche considerando gli scenari più ottimistici, almeno 400 specie aviarie vedranno i loro areali ridotti di oltre il 50 per cento.

Il riscaldamento globale e la distruzione degli habitat naturali porterà a un significativo declino nelle popolazioni delle 8750 specie di uccelli, e per molte di esse entro il prossimo secolo bisognerà addirittura registrare l'estinzione. È quanto risulta da una ricerca condotta da un gruppo di biologi delle Università della California a San Diego (UCSD, http://www.ucsd.edu/) e di Princeton (http://www.ucsd.edu/) i cui risultati sono pubblicati sul numero odierno della rivista on line PLoS Biology (http://biology.plosjournals.org/).

I ricercatori sottolineano che, anche considerando gli scenari più ottimistici di controllo dei cambiamenti climatici e di protezione degli habitat, almeno 400 specie aviarie vedranno i loro areali ridotti di oltre il 50 per cento.

"Nel nostro studio abbiamo trovato che, sotto certe assunzioni - ossia che gli uccelli non cerchino di modificare drasticamente i loro areali di distribuzione a causa dei cambiamenti climatici - entro il 2100 da 950 a 1800 specie di uccelli saranno in pericolo se non già sulla via dell'estinzione. E parliamo di specie che al momento attuale non sono considerate a rischio", ha detto Walter Jetz dell'UCSD che ha coordinato la ricerca.

Per valutare l'impatto dei cambiamenti climatici e le modificazioni nelle destinazioni d'uso del territorio, i ricercatori hanno integrato le informazioni tratte da quattro distinte proiezioni sulle possibili tendenze in atto relativamente al clima, all'espansione dell'agricoltura e alla crescita demografica umana elaborate nel quadro del Millennium Ecosystem Assessment (http://www.millenniumassessment.org/en/index.aspx), con i dati relativi agli areali di diffusione delle 8750 specie di uccelli terresti note.

"I cambiamenti climatici più drammatici sono previsti alle alte latitudini, dove le specie di uccelli sono relativamente ridotte e gli areali sono molto vasti", ha osservato Jetz. "Ma i già elevati tassi di deforestazione e di altre forme di riconversione dell'utilizzo del territorio continuano a crescere in gran parte dei tropici. Qui gli uccelli, come molti altri gruppi tassonomici, sono molto vari e tendono ad avere areali relativamente piccoli, rendendoli particolarmente soggetti al rischio di estinzione." (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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