Il posizionamento nei motori di ricerca nell'era del Web 2.0
13/07/2007
Stefano Mc Vey
I siti di social bookmarking organizzano il loro contenuto tramite l'uso di tag. I tag sono semplici parole chiave che vengono associate ad ogni tuo indirizzo preferito e servono per consentirti in futuro di ritrovare facilmente questo indirizzo tra molti altri con una semplice ricerca.
Ad esempio se si desiderasse inserire tra i propri siti preferiti il sito http://www.cduweb.com, si potrebb ero associare i seguenti tag:posizionamento motori di ricerca email marketing web marketing corsi posizionamento. La lista dei tag non e' altro che una lista di parole inerenti al sito che stai per aggiungere ai tuoi preferiti.
La popolarità dei siti di social bookmarking è in continua crescita, in quanto sono uno strumento facile e intuitivo per individuare, classificare, ordinare e condividere le risorse Internet attraverso la pratica dell'etichettatura e categorizzazione (tagging). Ulteriori risultati possono essere ottenuti raggruppando insieme più tag.
Questi servizi sono assai utili anche perché consentono all'utente di avere sempre a propria disposizione i suoi “preferiti” anche quando cambia computer o lavora su una macchina diversa da quella usuale (magari perché si trova al di fuori del proprio ufficio).
I servizi di social bookmark presentano anche il notevole vantaggio di eliminare la necessità di utilizzo dei preferiti del browser attraverso le relative cartelle e sotto cartelle che alla lunga finiscono per diventare troppo ampie e difficili da utilizzare, nonché troppo generiche perché ognuna contiene troppi siti diversi. Con il sistema dei tag questo problema è eliminato in quanto ogni sito viene indicizzato con delle parole chiave specifiche e non deve essere spostato sotto nessuna cartella in particolare bensì trovato mediante la ricerca del tag.
Infine gli utenti dei servizi di social bookmarking possono spesso utilizzare la funzionalità dei feed RSS in quanto molti siti offrono la sottoscrizione a feed RSS basati sulle categorie. In questo modo, l'utente abbonato al servizio riceve una notifica automatica non appena nuovi segnalibri appartenenti alla propria area d'interesse vengono aggiunti da altri utenti.
Il concetto di bookmark non è certo nuova, ma lo è maggiormente quello di “condivisione del bookmark” sul web il quale comparve per la prima volta metà del 1999, con soluzioni che furono però di breve durata, travolte dalla crisi che investì il comparto dell'alta tecnologia dopo il 2001.
Il social bookmarking diviene una pratica diffusa solo nel settembre del 2003 con la nascita e la grande affermazione su vasta scala del sito del.icio.us, che diventò un vero e proprio apripista riuscendo presto a qualificarsi come punto di riferimento anche grazie ai suoi 300.000 utenti iscritti.
L'interessamento da parte dei grandi motori di ricerca verso i siti di bookmarking sociale avvenne per la prima volta nel 2005 con l'acquisizione proprio di del.icio.us da parte di Yahoo! (http://www.cduweb.com/articoli/news/140206.htm) che spese a questo proposito una cifra che fece scalpore: 40 milioni di dollari.
Come si spiega questo interessamento ai servizi di social bookmarking nonché a tutti gli altri servizi di condivisione presenti sul web [si pensi anche a YouTube, acquisito da Google (http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/leader2.html), a MySpace (http://www.cduweb.com/articoli/funzionamento-motori-di-ricerca/google/mtv.html), a Jumpcut (http://www.cduweb.com/articoli/Motori-di-Ricerca/Yahoo/jumpcut.html) ecc.]? La risposta è semplice. Da un lato i motori di ricerca cercano di individuare i più grandi canali in cui si “raduna” l'utenza del web ed in essi, attraverso acquisizioni (come nel caso di del.icio.us o accordi e partnership, come ad es. nel caso di MySpace) si tenta di fare in modo che il motore di ricerca utilizzato nella community sia il proprio.
In secondo luogo il motivo è la ricerca della qualità da parte dei motori di ricerca.
E' logico che la competizione nel marketplace dei motori di ricerca si gioca soprattutto in funzione del fattore qualità. Più i risultati di ricerca forniti dal motore in risposta alla query sono coerenti, specifici, correlati e consoni alle esigenze dell'utente, più questi risultati si possono definire “di qualità”. E se si forniscono risultati di qualità all'utente più questi sarà soddisfatto e fidelizzato, in quanto non avrà alcun motivo di cambiare motore di ricerca.
Il grande problema dei motori di ricerca è allora: come fare per fornire agli utenti i risultati migliori possibili tratti dall'enorme database costituiti da miliardi di pagine web?
In passato la strada maestra è stata quella di puntare su diversi fattori, tra cui in primis la “link popularity” (sistema che Google ha denominato Page Rank). Più un sito era “popolare”, maggiore era il suo “page rank” e quindi migliore il suo posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca.
Ma come sempre avviene i webmasters di tutto il mondo hanno tentato di trovare scorciatorie e altre strade, non sempre lecite, per elevare il proprio livello di link popularity, migliorando, di conseguenza, il proprio posizionamento ed affermandosi sul web.
In ottica Web 2.0. (http://www.cduweb.com/articoli/Motori-di-Ricerca/web20-killer.html), era nella quale ormai noi tutti ci troviamo, c'è una strada che può essere seguita dai motori di ricerca e che è molto meno manipolabile da parte degli utenti e questa strada è proprio quella delle communities, di bookmarking sociale (ma non solo).
Il Web 2.0. ha comportato una nuova grande differenza rispetto al Web così come lo conoscevamo in precedenza: l'opinione delle persone, dei singoli, semplici utenti, diventa di grande valore e merita considerazione.
Se, infatti, in precedenza il valore di un sito si poteva solo “dedurre” attraverso il numero di links ricevuti (numero spesso creato in modo almeno parzialmente artificioso – sono rarissimi infatti i siti che hanno grandi quantità di links totalmente spontanei), ora, mediante le communities, i motori di ricerca possono conoscere con assoluta certezza quale sia il livello di popolarità di un sito mediante l'osservazione dell'espansione dei tags e dei links e la progressiva crescita nel tempo.