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Tecnologie e Società

 

Fotografare la memoria
26/07/2007

È la prima volta che qualcuno riesce a vedere il substrato fisico, la ‘faccia', di una nuova memoria appena codificata.

Fotografare la memoria: un sogno che ancora poco tempo fa poteva sembrare impossibile è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università della California a Irvine (http://www.uci.edu/). Utilizzando nuove tecniche microscopiche, i ricercatori diretti da Gary Lynch sono riusciti a catturare immagini dei cambiamenti nelle connessioni cerebrali successivi a una forma di apprendimento.

Come viene descritto in un articolo sull'ultimo numero del "Journal of Neuroscience" (http://www.jneurosci.org/), lo studio mostra che le connessioni sinaptiche in un'area del cervello di ratto critica per l'apprendimento cambiano forma quando il roditore apprende a spostarsi in un ambiente nuovo e complesso. La stretta correlazione fra questi cambiamenti e l'apprendimento è provata dal fatto che qualora vengano somministrati farmaci che bloccano tali cambiamenti, il ratto non impara.

"È la prima volta che qualcuno riesce a vedere il substrato fisico, la ‘faccia', di una nuova memoria appena codificata. Siamo riusciti a superare un ostacolo che pareva insormontabile", ha commentato Gary Lynch.

Lavorando con tecniche di microscopia associata ad analisi di deconvoluzione, i ricercatori hanno trovato che i marker correlati al potenziamento a lungo termine della memoria appaiono nel corso dell'apprendimento e sono associati con una espansione delle sinapsi nell'ippocampo. Dato che la dimensione delle sinapsi è correlata alla loro efficienza nella trasmissione di messaggi fra i neuroni, i nuovi risultati indicano che l'apprendimento migliora la comunicazione fra gruppi di cellule cerebrali.

La scoperta apre le porte alla possibilità di mappare la distribuzione della memoria nelle diverse aree cerebrali. La localizzazione delle tracce mnestiche, o "engrammi" come sono spesso chiamate, è stata inseguita dai ricercatori per tutto il secolo scorso, ma invano, in quanto non si disponeva di un metodo per "etichettare" le sinapsi modificate da un apprendimento recente. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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