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Tecnologie e Società

 

Il difficile punto di vista dell'altro
29/08/2007

Le culture collettivistiche tendono a favorire un concetto di sé definito in termini di relazioni e obblighi sociali, quelle individualistiche si riferiscono ad aspirazioni e risultati del singolo.

Gli occidentali, e gli statunitensi in particolare, faticano a mettersi dal punto di vista delle persone che appartengono a culture differenti e questo provocherebbe molto spesso una comunicazione dagli esiti piuttosto incerti: non è un luogo comune, ma la conclusione di un'analisi sperimentale condotta da Boaz Keysar dell'Università di Chicago (http://www.uchicago.edu/), che la illustra in un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista Psychological Science (http://www.blackwellpublishing.com/journal.asp?ref=0956-7976), in cui individua anche le radici di questo problema.
Studi condotti sui bambini hanno infatti dimostrato che la capacità di assumere il punto di vista di un'altra persona è una capacità universale dell'essere umano. Tuttavia, non tutte le società incoraggiano allo stesso modo lo sviluppo di questa capacità nel corso dello sviluppo della persona. Una cultura che punta sulla valorizzazione dell'individuo, osserva Keysar, rischia di non valorizzare queste facoltà, al contrario di quanto avviene in una cultura di stampo collettivista come quella cinese che incoraggerebbe a porsi il problema di quale sia la prospettiva di chi ci sta di fronte.
In un esperimento condotto su 20 studenti statunitensi e 20 studenti cinesi progettato proprio per testare questa sensibilità, il 65 per cento degli americani ha dimostrato almeno una volta in una serie di prove di essere incapace di assumere il punto di vista di una terza persona, mentre questo è successo per uno solo degli studenti cinesi.
"I membri di queste due culture - osserva Keysar - sembrano focalizzarsi su aspetti decisamente differenti nelle situazioni sociali. Chi fa parte di una cultura collettivistica tende a essere interdipendente e ad avere un concetto di sé definito in termini di relazioni e di obblighi sociali. Per contro, i membri di culture individualistiche si sforzano di avere un concetto di sé definito nei termini delle proprie aspirazioni e dei risultati ottenuti." (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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